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Per i lavoratori agricoli stagionali circa il 40% di giornate di lavoro in meno: «Abbiamo diritto al bonus»

Presidio questa mattina davanti alla Prefettura di Piacenza. «Contratto provinciale degli Operai Agricoli scaduto ormai da 15 mesi»

 

Un’esclusione «ingiustificata e discriminante» dal Decreto sostegni, a fronte di una perdita di giornate di lavoro di circa il 40% rispetto al periodo precedente all’emergenza sanitaria. Questo il Quadro presentato dai sindacati Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil che hanno indetto lo stato di agitazione dei lavoratori agricoli della provincia di Piacenza, questa mattina riuniti davanti alla Prefettura per protestare contro la decisione del Governo. Un comparto che sul territorio conta oltre 6mila lavoratori, in gran parte precari. «Gli operai agricoli a tempo determinato che nella provincia di Piacenza sono occupati nelle aziende e cooperative agricole private, hanno svolto per tutto il 2020 le attività essenziali per garantire la continuità delle produzioni agricole, anche in situazioni di rischio rispetto alle possibilità di contagio. A questo si aggiunge una contrazione del reddito a causa della diminuzione delle giornate lavorate nel 2020, la stasi delle negoziazioni per il rinnovo del Contratto provinciale degli operai agricoli scaduto ormai da 15 mesi e i tentativi di reintrodurre i voucher in agricoltura» precisano i sindacati, chiedono misure di sostegno, così come i lavoratori. «Abbiamo diritto anche noi, come tutti gli altri settori che sono stati messi in ginocchio dalla pandemia, a ricevere il bonus».

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