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Economia

«Per risollevare l’economia servono risorse reali e veloci»

Il presidente della Camera di Commercio ALfredo Parietti: «Prendo atto del piano per Piacenza, ma attendo i dettagli. Tra gli imprenditori c’è paura del futuro»

I segnali preoccupanti per la ripresa e per le ripercussioni che si avranno in autunno, l’importanza di garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro, l’augurio che le risorse annunciate nel Piano per Piacenza siano reali e che vengano utilizzate la più presto, l’auspicio che il Governo riesca a intervenire su fisco e semplificazione per aiutare le imprese. Alfredo Parietti, presidente della Camera di Commercio, interviene dopo l’annuncio da parte del sindaco Patrizia Barbieri, del governatore Stefano Bonaccini e del premier Giuseppe Conte, di un grande piano per far rialzare la nostra provincia duramente colpita dall’emergenza coronavirus. Anche Parietti è rimasto contagiato, ma lottando è riuscito a battere il terribile Covid-19. 

Un primo segnale negativo, in questo periodo, arriva proprio dai dati delle iscrizioni delle imprese alla Camera di commercio: meno 231, a cui si aggiunge il calo delle nuove iscrizioni. Insomma, la natalità ne risente e in modo deciso segno che la voglia di fare imprese comincia ad assottigliarsi. Nuovo record, dopo quello dei morti, è la soglia delle 29mila imprese sotto la quale si è discesi con un totale di 28.881.

- Presidente, è preoccupato per la ripresa economica e per le nuvole che si addensano per l’autunno?

«Sì, siamo in una situazione preoccupante. Ci troviamo di fronte a una dicotomia: riaprire quanto prima per evitare il disastro economico prima e sociale poi; gestire, d’altra parte, con attenzione l’emergenza sanitaria, evitare che il mancato rispetto delle regole possa far precipitare di nuovo la situazione».

- La riapertura delle aziende è chiesta a gran voce da tutti i comparti.

«Occorre ripartire, con protocolli di comportamento chiari e che vengano rispettati, con i controlli. E’ una scelta che va fatta con serietà e Alfredo Parietti-3assunzione di responsabilità. L’esasperazione di una chiusura prolungata porterà alla morte di tante attività. Il risultato sarà quello di aver un alto costo sociale della ripresa. Ribadisco, la sicurezza sul posto di lavoro deve essere al primo posto».

- Il sindaco, la Regione e il Governo hanno annunciato il Piano per Piacenza. Qual è la sua opinione?

«Ho letto il resoconto della giornata piacentina del presidente del Consiglio Conte. Prendo atto dell’attenzione del Governo per la nostra provincia. Confido che questo Piano venga attuato, intanto aspetto di vedere i dettagli. E’ una opportunità che Piacenza deve saper cogliere, con l’impegno di tutti gli attori in campo».

- Gli imprenditori chiedono al Governo di rivedere il fisco e attuare una vera semplificazione.

«In situazioni di calamità, come questa, tutto ciò che rallenta un’impresa è un danno, a partire da burocrazia e accesso al credito. L’augurio è che le task force partoriscano un piano efficiente».

- Lei conosce tantissimi imprenditori, e anche lei lo è. Sente nell’aria il timore per il futuro?

«E’ una paura diffusa. Basta leggere le tante, e toccanti, testimonianze di imprenditori sulla stampa. Tutti sono stati colpiti e ne pagheranno il prezzo. Servono sostegni reali e veloci. Alcuni settori sono più in difficoltà di altri – penso al piccolo commercio e alla ristorazione, che sono legati al turismo- anche se la crisi attanaglia tutti. Il problema principale è la mancanza di liquidità, i ricavi che si riducono. Faccio l’esempio di un ristorante: avrà meno posti, per garantire il distanziamento tra le persone, e norme molto restrittive. Prevedo che le realtà piccole e medie faranno molta fatica».

- La sua proposta per la ripresa?

«Un’attenzione al nostro territorio, e di riflesso a tutta l’Italia, forte e prolungata nel tempo».

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