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Immobiliare, -10% per le compravendite: diventano più care le case con classi energetiche alte

L’osservatorio Fiaip: «Clienti sempre meno interessati alle case che necessitano di importanti ristrutturazioni»

Il 2023 del settore immobiliare piacentino? «Le compravendite sono calate del 10%, così come sono in diminuzione i mutui erogati. Inoltre, sono aumentati i prezzi degli immobili nelle classi energetiche elevate, mentre presentano valori stabili per gli immobili da ristrutturare». È, in estrema sintesi, l’analisi di Fiaip, l’associazione degli agenti immobiliari di Piacenza, che ha presentato un report relativo all’anno scorso. «Il 2022 - rileva Marco Ghioni, responsabile dell’osservatorio - fu un anno di grandi successi. Però ora il settore segue l’andamento economico generale, che subisce il caro vita, l’aumento dei costi dei materiali e l’aumento dei tassi d’interesse dei mutui».

L'ANDAMENTO DEI PREZZI

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I VALORI IMMOBILIARI DELLE DIVERSE ZONE DELLA CITTA' DI PIACENZA

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«La città di Piacenza - ha proseguito Ghioni nella sua analisi, affiancato dal presidente Marco Gazzola - nel 2023 registra una leggera diminuzione dei prezzi. La compravendita riguarda soprattutto immobili “non nuovi”. In provincia invece i livelli sono stazionari: gli immobili compravenduti erano più recenti, più nuovi, senza bisogno di ristrutturazioni».

D’altronde i «clienti sono meno interessati, rispetto al passato, a comprare immobili che hanno bisogno di grandi ristrutturazioni. Vogliono proprietà già pronte, anche per avere “meno pensieri”». Il patrimonio immobiliare nazionale - e quello cittadino non fa eccezione - è obsoleto, vecchio. L’81% delle case in Italia ha più di trent’anni: «c’è bisogno di rigenerazione», è il commento dell’associazione.

Le previsioni per il 2024 del mercato immobiliare locale? «Sarà un anno stabile - risponde sempre Ghioni - per i valori dell’immobiliare, ci aspettiamo ancora una diminuzione delle compravendite e più attenzione ancora dei clienti per gli immobili con le classi energetiche più alte».

Alla presentazione dell’osservatorio ha partecipato anche Paolo Rizzi, docente di economia all’Università Cattolica. «La spinta - ha puntualizzato - arriva anche dagli studenti universitari, con le nuove facoltà, con la volontà di rendere Piacenza “città universitaria”. Rimane il tema casa per le fasce deboli e per gli immigrati. A Castelsangiovanni, ad esempio, non c’è più un buco per chi trova lavoro nella logistica e desidera trasferirsi a vivere qui».

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