Piero Dallavalle: trent'anni nel consiglio del Consorzio del Grana Padano

«Ho vissuto in prima persona - ricorda Dallavalle - i numerosi e significativi cambiamenti che hanno contraddistinto il comparto e credo proprio che continuerò a farlo, almeno fino a quando mi sosterrà la passione»

Piero Dallavalle

Nella recente assemblea dei Soci del Consorzio per la Tutela del Formaggio Grana Padano svoltosi recentemente a Villa Tassinara (a Rivoltella del Garda, frazione del comune di Desenzano in provincia di Brescia), è stato eletto (ne abbiamo già dato notizia), il nuovo Consiglio la cui nomina ha comprovato l’importanza della Provincia di Piacenza (quarta per produzione) all’interno del comprensorio. 

Oltre a Carlo Colla e Giacomo Fugazza per l’industria privata, è stato eletto Giancarlo Pedretti rappresentate della cooperazione che succede a Piero Dallavalle che questa carica l’ha ricoperta per decenni, esattamente 28 anni, rivestendo diversi ruoli all’interno del Consorzio, prima sindaco supplente, poi effettivo, consigliere ed ancora (pur senza diritto di voto) membro di Giunta. Ha conosciuto quindi, in modo approfondito, i complessi meccanismi che regolano un’associazione così articolata, nella quale vanno sempre garantiti i complessi equilibri politico-economici che la governano.

“Ho vissuto in prima persona - ricorda Dallavalle - i numerosi e significativi cambiamenti che hanno contraddistinto il comparto e credo proprio che continuerò a farlo, almeno fino a quando mi sosterrà la passione, prima all’interno del Consorzio, come presidente della sezione lattiero-casearia di Confcooperative e di Apl, ed ora come presidente del Caseificio Canalone (che proprio recentemente si è aggiudicato il 1° premio 16 mesi al concorso del Re del Grana di Cortemaggiore), che tra l’altro è anche socio di un colosso dell’export come Agriform di Sommacampagna, fiore all’occhiello della cooperazione veneta. 

"Insomma proseguirò la mia azione a favore dei miei soci ed all’interno di un settore, il lattiero- caseario che sta attraversando in questo momento una difficile situazione; ma non dobbiamo scoraggiarci, perché da sempre periodi complicati si succedono ad altri assai più favorevoli. Dobbiamo saper tenere la barra diritta e appoggiarci sempre su alcuni punti fermi che sono la difesa della Dop e l’export, la nostra ancora di salvezza su un mercato che è diventato sempre più globale e complicato". 

"Abbiamo gestito insieme nel Consorzio mutamenti epocali: dall’introduzione del frigo in stalla, all’unica lavorazione giornaliera, importante perché ha oggettivamente migliorato la qualità di vita degli allevatori. E come dimenticare la Denominazione di Origine Protetta ottenuta nel 1996 e l’abolizione, su base volontaria, della formaldeide, oppure l’autorizzazione all’utilizzo del robot di mungitura ed il complesso, costante lavoro per affermare la qualità del formaggio più venduto al mondo, attraverso una costante, mirata azione di formazione ed autoformazione degli allevatori?".

"Ne cito solo alcuni, per sottolineare la complessità del ruolo che ho ricoperto, cercando sempre di operare con equilibrio, comprensione delle diverse esigenze, agendo sempre per il bene degli associati che ho rappresentato anche all’interno della Giunta, il “cuore pulsante” del Consorzio. Lì (e poi in Consiglio) abbiamo deciso, nel 2005, il primo Piano produttivo che è stato fondamentale per difendere il nostro reddito durante il periodo di crisi, così come sarà fondamentale questo che abbiamo recentemente approvato. Certo all’interno di un Consorzio gli interessi (cooperazione, trasformazione privata e cooperazione, allevatori ecc) possono non collimare; il compito fondamentale di chi è chiamato a rappresentare, è quello di mediare, amalgamare, contemperare, ma sempre nell’ottica della difesa dell’imprenditorialità di tante famiglie che ci affidano la difesa del loro lavoro. Così dobbiamo tutelarci dall’attacco dei similari, puntando sulla qualità indiscussa della nostra Dop, valori che dobbiamo comunicare e far conoscere sempre meglio su un mercato estero dalle enormi potenzialità, che dobbiamo affrontare consapevoli dei nostri pregi, ma superando anche i nostri difetti, ovvero la frammentazione, che può essere vinta solo con la forza della cooperazione che include in sé valori non transeunti e che permangono nel tempo, pur nel modificarsi dei tempi. Ideali che ho sempre cercato di seguire con coerenza e che mi saranno sempre guida anche nei prossimi anni, pur in ruoli diversi, ma sempre al servizio dei miei soci di cui avverto, immutata, la fiducia”.

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