Pomì alle Olimpiadi di Rio con gli atleti della Nazionale italiana

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

Si è tenuta questa mattina a Roma presso Palazzo Rospigliosi, sede nazionale della Coldiretti, la conferenza stampa che ha visto il Presidente del Consorzio Casalasco del Pomodoro Paolo Voltini annunciare l’accordo#Riomangioitaliano con il Presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo e il Presidente del CONI Giovanni Malagò.

Obiettivo dell’accordo è portare alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 i primati dell’agroalimentare italiano con menu “Doc” per gli atleti azzurri e gli ospiti di “Casa Italia”, promuovendo le caratteristiche distintive della produzione agroalimentare nazionale che hanno permesso all’Italia di conquistare la leadership internazionale per sicurezza, salubrità, qualità e sostenibilità ambientale.

Tra i protagonisti c’è Pomì, marchio 100% italiano dal 2007 di proprietà del Consorzio Casalasco del Pomodoro, la cui grande forza risiede nella riconosciuta qualità del prodotto e nell’italianità che da sempre ne rappresenta uno standard d’eccellenza nel mondo. L’iniziativa, infatti, punta sulla valorizzazione in cucina dei prodotti che, come Pomì, rappresentano il simbolo della dieta mediterranea Made in Italy, un regime alimentare che da sempre conquista le tavole internazionali grazie ai suoi comprovati benefici per la salute e l’attività sportiva.

 “Gli atleti azzurri sono i migliori ambasciatori dell’italianità nel mondo. – commenta Paolo Voltini – Contribuire alla loro corretta alimentazione per tutta la durata delle gare olimpiche ci riempie di orgoglio. Grazie all’accordo #Riomangioitaliano, Pomì persegue ancora una volta la sua vocazione di simbolo dei valori del territorio e della filiera italiana e si fa strumento del rilancio e della promozione della vera qualità made in Italy nel mondo.” Tra gli obiettivi dell’accordo, infine, c’è anche quello di contrastare il fenomeno della contraffazione del cibo made in Italy. Infatti "sui banchi dei supermercati e nei ristoranti del Brasile è possibile acquistare prodotti e piatti - denuncia la Coldiretti - che richiamano in modo spudorato i cibi più tipici dell'Italia senza avere nessuna delle caratteristiche qualitative, di sicurezza alimentare e di legame con il territorio nazionale".

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