Pomodoro, Coldiretti: «Necessaria una programmazione responsabile»

A preoccupare i dirigenti non è solo il ritardo nel raggiungimento dell'accordo per il prezzo ma anche l'operare di alcune organizzazioni di produttori che, con leggerezza, accolgono la volontà a coltivare pomodoro di imprenditori agricoli di provincie non storicamente vocate a questa produzione

Fonte foto: www.biogiardino.it

«Prevalga il senso di responsabilità nei confronti di tutti gli attori della filiera per arrivare velocemente ad un accordo». Questo l'appello dei membri di Giunta di Coldiretti Piacenza, riuniti nei giorni scorsi e fortemente preoccupati per le sorti della campagna del pomodoro 2016.

A preoccupare i dirigenti non è solo il ritardo nel raggiungimento dell’accordo per il prezzo, ormai contestuale alla prenotazione delle piante e dunque tardivo per consentire una giusta e lucida programmazione, ma anche l’operare di alcune organizzazioni di produttori che, con leggerezza, accolgono la volontà a coltivare pomodoro di imprenditori agricoli di provincie non storicamente vocate a questa produzione con il rischio di immettere sul mercato prodotto di  qualità non omogenea e che a risentirne sia tutta la filiera. L'interessamento di altre provincie per questa coltura non è nuovo, già in passato era infatti accaduto con ripercussioni gravissime e di lungo periodo su tutto il comparto.

«L'invito è dunque - fa sapere Coldiretti Piacenza - all'utilizzo di un approccio responsabile e rispondente alla volontà di ricercare sempre il valore e la qualità del prodotto con la consapevolezza che sul mercato la distintività di questo viene da un modello produttivo affinato in decenni di lavoro, frutto del giusto mix di esperienza e condizioni climatiche favorevoli, con la creazione di una filiera strutturata ed organizzata che non si può certo improvvisare». 

«Si auspica dunque - conclude l'organizzazione - che si raggiunga velocemente un accordo frutto di una attenta e reale programmazione sia da parte agricola che da parte industriale, e che questo possa valorizzare il pomodoro di qualità con un prezzo adeguato agli elevati costi di produzione. Coldiretti come sempre vigilerà e denuncerà comportamenti che possano ledere la reputazione ed il valore di questo importante settore del Made in Italy troppo spesso usurpato dalla concorrenza estera ma che va difeso con la qualità e la distintività». 

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