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Pomodoro, Coldiretti: «Programmazione e distretto chiavi per la filiera»

Entra nel vivo la trattativa per il prezzo della campagna 2021

Entra nel vivo la trattativa fra produttori e industriali per il prezzo del pomodoro da industria nel Nord Italia relativo alla campagna 2021.

I produttori siedono al tavolo delle trattative – comunica Coldiretti Piacenza – forti del successo di una “programmazione produttiva”, introdotta nel contratto 2020, che ha ben funzionato. Il risultato si è rivelato in linea con i contratti sottoscritti, ed erano stati fissati obiettivi massimi di superficie e di quantità per la dotazione di ogni singola OP, ma il prezzo della stagione passata non era ancora risultato soddisfacente.

Per questo nuovo contratto – continua Coldiretti Piacenza – occorre assolutamente continuare con la “programmazione” introdotta nella scorsa campagna, con chiarezza e trasparenza sulle quantità impegnate, sia da parte agricola che da parte industriale, in modo tale che si possa velocemente arrivare alla firma del contratto quadro per il 2021, in modo tale da garantire alle aziende agricole una corretta pianificazione e certezze sul prezzo.

Coldiretti sollecita un miglioramento della “scaletta produttiva”, con una revisione della “Base100” che porti il grado brix a 4,85, in modo da avvicinarsi sempre più alla media comprensoriale e di conseguenza il “prezzo contrattato” sia sempre più in linea con il “prezzo reale”.

Considerate le difficoltà nella raccolta del prodotto che si sono verificate nel 2020, diventa inoltre indispensabile programmare il periodo di trapianto delle piantine e la successiva raccolta del prodotto in modo omogeneo su tutto l’arco della campagna di trasformazione, prevedendo un meccanismo di incentivazione economica per i raccolti precoci e tardivi.

«Per il futuro – dichiara il presidente di Coldiretti Piacenza Ugo Agnelli – non basterà più accordarsi solamente sulle quantità da produrre e da consegnare, ma sarà fondamentale che tutta la filiera sia allineata in un progetto di valorizzazione del pomodoro coltivato in Italia. Oggi – prosegue Agnelli – è indispensabile avere un approccio nuovo, sfruttando appieno quelle che sono le opportunità dei Distretti del Cibo, mettendo insieme imprese, cittadini, associazioni, istituzioni e università per ottenere una migliore collaborazione sulle azioni comuni, finalizzate a organizzare, sostenere, promuovere e valorizzare l’intera filiera che produce e trasforma un prodotto di altissima qualità in un territorio ben definito». 

«Un nuovo progetto – conclude Agnelli – che ponga le basi per il futuro di questo comparto, con la Coldiretti sempre pronta a dare il suo contributo per progetti veri, di valore, nell’interesse della filiera e del reddito degli agricoltori».

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