Pomorete: «Accordo non soddisfacente, ma è stata evitata la trattativa privata»

Accordo sul pomodoro: «Confagricoltura e Coldiretti lascino da parte le logiche assistenziali o il mercato globale ucciderà il pomodoro italiano»

Dario Squeri

«Oggi occorre che i due mondi, industriali e agricoltori, facciano i conti con il mercato globale. Non è più possibile pensare che il pomodoro italiano costi il 20% più che in Spagna. Le organizzazioni agricole - Confagricoltura e Coldiretti - dovrebbero cominciare a rivedere alcune scelte del passato, in termini di assistenzialismo al mondo agricolo che oggi non è più possibile applicare ai mercati globali. il rischio è quello di vedere la fine del pomodoro italiano e il nostro Paese conquistato da “oro rosso” estero a basso prezzo». Lo dichiara Dario Squeri, presidente di Pomorete, la prima Rete italiana del pomodoro composta di 17 aziende tutte aderenti a Confapi Industria, all'indomani dell'accordo sul prezzo del pomodoro da industria fissato in 85,20 euro la tonnellata.

L'accordo ha già visto emergere posizioni critiche e insoddisfazione da parte dei produttori. L'intesa non piace del tutto nemmeno agli industriali, i quali, però, reputano positivo il raggiungimento di un accordo. Secondo Gabriele Zanelli, direttore di Pomorete, «per la chiusura del contratto ha contribuito in maniera determinante l'azione dei rappresentanti delle aziende di Pomorete, in particolare di Steriltom ed Emiliana Conserve. Ieri, si è arrivato a un passo dal rottura definitiva, che avrebbe comportato una trattativa privata fra le parti e non a un accordo quadro». 

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