Rete della filiera del pomodoro: nasce "Pomorete". La presentazione

Raccogliere le sfide dell'internazionalizzazione e dell'innovazione, con un occhio di riguardo verso Expo 2015 mettendo in rete le aziende della filiera del pomodoro. E' l'obiettivo che si pone Confapi Piacenza attraverso Pomorete

da sx Fabio Bellinaso (direttore CONFAPI PIACENZA), Cristian Camisa (Presidente CONFAPI PIACENZA), Camillo Cesare Conti (ACP International Food), Enrico Bensi (ASI Scambi industriali) e Dario Squeri ( Steriltom)

Raccogliere le sfide dell’internazionalizzazione e dell’innovazione, con un occhio di riguardo verso Expo 2015, facendo sistema e mettendo in rete le aziende della filiera del pomodoro. E’ l’obiettivo che si pone Confapi Piacenza attraverso  Pomorete, il contratto di rete sottoscritto dagli imprenditori di Piacenza e  Parma del settore agricolo, meccanico, trasformazione, ortovivaistico, commercializzazione e irrigazione, aderenti alla confederazione della piccola e media industria piacentina.

Un importante traguardo, che consentirà alla filiera di raggiungere con questo nuovo strumento giuridico (D.L. n. 78 del 31 maggio 2010, convertito nella Legge n. 122 del 30 luglio 2010) obiettivi e mercati che difficilmente potrebbero essere conquistati singolarmente. “La costituzione delle Reti d’impresa era uno degli obiettivi prioritari del mio mandato. Sono molto soddisfatto. Siamo stati i primi in Italia ad avere dato vita al contratto di Rete della filiera del pomodoro a livello agroindustriale. E’ un traguardo fondamentale per la nostra Associazione e più in generale per il territorio piacentino, perché rappresenta la dimostrazione della capacità di fare squadra attorno ad un progetto serio e condiviso e della volontà dei singoli soggetti che svolgano attività simili o complementari, di superare vecchi schemi di competizione e di approccio ad un mercato sempre più aperto ed attento a proposte di qualità, ma anche efficienti dal punto di vista dimensionale ed organizzativo. Confapi Piacenza si pone come oggi interfaccia di riferimento per la filiera agroindustriale del pomodoro e a livello istituzionale in genere: le aziende a noi associate rappresentano oltre il 50% del prodotto lavorato a livello piacentino e circa il 23% a livello regionale.”

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Altrettanto entusiasta si è detto anche Dario Squeri, amministratore delegato di Steriltom e membro del comitato di coordinamento del contratto di rete. “Siamo partiti con l’idea di dare corpo e peso alla promozione delle PMI – ha ribadito -. Al momento Piacenza rappresenta il più grande polo di produzione e trasformazione del pomodoro in Italia, questo perché abbiamo grande professionalità sia nell’ambito agricolo, che in quello della trasformazione e della commercializzazione. Ora il nostro sguardo si rivolge alle opportunità che ci sono in giro per il mondo, in primis alla straordinaria occasione rappresentata da Expo 2015. La nostra volontà è stata quella di presentare un progetto in tempi rapidi, anche in relazione all’ipotesi di un salone dedicato che si intende realizzare a Piacenza”. Infine, obiettivi e propositi per i mesi a venire. “Il contratto di rete è un punto di inizio – ha concluso Dario Squeri -, che intendiamo allargare a tante altre realtà imprenditoriali di Piacenza, ma anche di Parma e province limitrofe. Siamo di fronte ad uno strumento giuridico innovativo, le cui potenzialità sono molto ampie. Noi ci siamo fatti trovare pronti all’appuntamento con la costituzione del contratto di rete, adesso cominceremo a lavorare per incrementare i progetti ad esso collegati”.

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