Potere contrattuale troppo squilibrato tra produttori e grande distribuzione

L'assemblea di Agriform a Sommacampagna (Vr) con la partecipazione dei caseifici piacentini Canalone e S.Vittoria

Consueta assemblea di Bilancio ad Agriform (Vr), cooperativa che annovera alcuni tra i più importanti caseifici cooperativi dell’Italia del Nord, soprattutto Veneto, ma anche piacentini tra cui Canalone e S.Vittoria. I formaggi conferiti ad Agriform sono prodotti con il latte del territorio di origine, raccolto da migliaia di allevatori a loro volta soci dei caseifici; in questo modo c’è un controllo diretto di tutte le fasi della filiera produttiva.

Agriform ha consolidato la sua presenza nel settore del Parmigiano Reggiano con l’apertura di un nuovo centro di confezionamento a Busseto in provincia di Parma. Ma il vero core businnes di Agriform è l’export in 55 paesi del mondo, in particolare Usa, Germania, Canada, Svezia e Svizzera. Proprio con il gruppo ELSA-MIFROMA, leader di mercato in Svizzera e uno dei principali protagonisti del settore a livello internazionale, specializzato nella produzione e confezionamento di latticini e nella stagionatura dei formaggi, è stato raggiunto un importante accordo che presuppone (approvato nel corso dell’assemblea) di aderire ad un progetto di sostenibilità tra cui il benessere animale con standard svizzeri, con specifici requisiti di qualità, strutturali e per la riduzione nell’uso di antibiotici.

Dopo il saluto del Presidente Alessandro Mocellini che ha sottolineato la crescita della cooperativa, il difficile momento di mercato,i cambiamenti internazionali che lo caratterizzano e la forza della coesione che caratterizza l’attività di Agriform, ha preso la parola il direttore generale Nisio Paganin che ha svolto un’esaustiva panoramica del comparto. Ha spiegato come sia condizionato dalle nuove politiche internazionali, dal rafforzamento dell’Euro sul dollaro e da dubbi sulla solidità di alcune banche, ma altresì dai mutati atteggiamenti e bisogni dei consumatori che determinano nuove opportunità e nuove nicchie di crescita, con una Gdo sempre più aggressiva, in un contesto dove mancano le regole e con un potere contrattuale troppo squilibrato.

“Il 2016 è stato un anno drammatico, almeno nella prima metà, con prezzi del latte inferiori ai costi di produzione, ma Agriform ha saputo fare ugualmente bene, pur in un contesto generale pessimo. A guidare la ripresa, il prezzo del Parmigiano- Reggiano che ha trascinato anche quello del grana padano in questo momento in leggera discesa. Bene il rapporto import-export, con un avanzo generale in Italia di 900 milioni, con Agriform che ha nell’export la sua forza e chiude con un fatturato di quasi 145 milioni di Euro, un +5% che crea un valore da divedere con i soci e lo spaccio che ha realizzato ben il 18% in più di vendite. Grande aumento- ha detto Paganin- in Usa, bene la Germania, la Svizzera, il Canada e la Svezia, 55 paesi nel mondo dove importiamo la nostra qualità”.

Il direttore ha sottolineato l’importanza dell’ospitalità per la gestione dei clienti e le 3300 spedizioni all’estero, 13 al giorno, un record realizzato grazie al lavoro di equipe di una squadra formidabile che rappresenta oggi Agriform che ha il 50% del suo fatturato nell’export. Paganin di fronte alla nutrita platea di imprenditori, autorità e presidenti di Consorzi, ha ricordato l’acquisto del piccolo caseificio di Busseto dove si farà anche confezionamento e poi ha passato in rassegna l’andamento delle vendite dei singoli formaggi ricordando che, in tutti i casi è fondamentale che rimanga un adeguato equilibrio tra domanda ed offerta. E’ seguita poi la relazione del prof. Daniele Fornari docente di marketing alla Facoltà di Economia alla Cattolica di Piacenza di cui abbiamo già riferito.

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