Prezzo del pomodoro, ancora in stallo la trattativa. La Spagna è il competitor da battere

Da 92 euro la tonnellata chiesti dagli agricoltori nel 2015, si è passati a 89 di oggi. L’industria, invece, propone 80 euro. Gli 89 euro sono stati respinti dagli industriali che chiedono anche una nuova scaletta della qualità

E’ ancora in stallo la trattativa sul prezzo del pomodoro. L’incontro di lunedì scorso a Parma, infatti, ha lasciato sulle loro posizioni i protagonisti al tavolo: l’industria di trasformazione e le organizzazioni dei produttori. Un nuovo summit è previsto la prossima settima. Nonostante tutti si augurino di superare l’impasse, le posizioni restano distanti.

Da 92 euro la tonnellata chiesti dagli agricoltori nel 2015, si è passati a 89 di oggi. L’industria, invece, propone 80 euro/tonnellata. Gli 89 euro sono stati respinti dagli industriali che chiedono anche una nuova scaletta della qualità. La motivazione delle imprese di trasformazione risiede ancora nella necessità di adeguare il prezzo del pomodoro fresco del Nord Italia - dove viene prodotta la metà di quello nazionale - che, sottolineano, è il più alto del mondo. Negli Usa, leader mondiale, le industrie pagano il pomodoro 62 dollari la tonnellata.

Il competitor da battere in Europa - e anche nel mondo - è la Spagna, che negli scorsi anni ha aumentato in modo deciso la produzione espandendo le vendite su diversi mercati. Oggi, in Spagna, una tonnellata di pomodoro viene pagata 73 euro. Il rischio è che l’Italia - secondo le imprese - perda fette di mercati esteri se non si adegua ai prezzi della materia prima. Dal canto loro, i produttori - sostenuti dalle organizzazioni di categoria - lamentano gli alti costi di produzione che l’offerta delle industrie spesso non riuscirebbe nemmeno a compensare. Per gli agricoltori, inoltre, la modifica della tabelle quali-quantitative comporterebbe ulteriori penalizzazioni.

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