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Prima missione post Expo: Piacenza Alimentare parte alla conquista del mercato cinese

Come promesso l’avventura di Expo non rimarrà senza frutti: prima tappa Cina. A pochi giorni dalla chiusura della manifestazione il Consorzio Piacenza Alimentare è in partenza per la Cina

Come promesso l’avventura di Expo non rimarrà senza frutti: prima tappa Cina. A pochi giorni dalla chiusura della manifestazione il Consorzio Piacenza Alimentare è in partenza per la Cina .

Dal 10 di novembre Piacenza Alimentare insieme ad una delegazione di 8 aziende consorziate (Antico Mulino d’Ottone, Cantine Romagnoli, Giarola Savem, La Pizza +1, Ma-Vi Trade, Molino Dallagiovanna, Steriltom, Torrefazione Musetti) sarà a Shanghai, grande e importantissima piazza commerciale in Oriente, dove parteciperà alla FHC China, Food & Hospitality China, il più importante appuntamento fieristico dedicato al settore agroalimentare della Cina che estende il suo bacino di influenza anche ai principali mercati limitrofi del sud-est asiatico: Corea, Vietnam, Taiwan, Hong Kong e Macao. Come riportato nella recente indagine sull’export pubblicata da SACE, i comparti a maggior potenziale, nel settore agroalimentare, sono il vino, l'industria conserviera e l'olio d'oliva, che rappresentano oltre il 50% del maggior export potenziale (3,9 miliardi). Prodotti che coniugano la qualità italiana con il bisogno del mercato cinese che è oggi alla ricerca di qualità sulla base di un diffuso e sentito desiderio di "food safety". Ed è proprio con l’intento di scoprire le esigenze e i “gusti” di questo vastissimo e mutevole mercato che il Consorzio Piacenza Alimentare, si approccerà al pubblico di buyers e consumatori utilizzando la formula della degustazione. Un’intera giornata sarà, infatti, dedicata alla presentazione dei prodotti delle aziende che hanno deciso di investire nel ricco mercato cinese. All’interno del Padiglione Italiano, promosso da ICE Shanghai,   Piacenza Alimentare illustrerà  il patrimonio di eccellenze agroalimentari piacentine. Due tipologie di aspettative si riscontrano tra le aziende partecipanti: chi già è presente e vuole consolidarsi, chi, invece, esplora per la prima volta questo vastissimo mercato.
Presente dal 2005 è Cantine 4 Valli, che oggi esporta oltre 200 mila bottiglie di vino. “In Cina ogni anno è come se fossero 10 – spiega il titolare Massimo Perini – I gusti e le abitudini cambiano con una velocità impressionante, per questo è fondamentale essere sempre fisicamente presenti sul territorio. All’inizio erano richiesti solo vini rossi “importanti” ora sono più indirizzati su sapori freschi e leggeri. La nostra Malvasia è stata per loro una piacevole scoperta e ora sta riscuotendo un grande successo in termini di ordinativi.” Ha scelto di essere stabilmente presente sul territorio la Ma.Vi Trade, che ha aperto a Shanghai, proprio in questi mesi, una società in collaborazione con un partner locale. “Entrare in un mercato estero vuol dire conoscere e capire le differenti leggi e normative, essere fisicamente presenti ci da la possibilità di gestire con più facilità le pratiche per le importazioni.- spiega la titolare Rosaria Maestri Il nostro obiettivo? Portare il principe dei nostri prodotti: Il Grana Padano”. Resta un mercato ancora tutto da conquistare quello cinese per le altre aziende presenti alla missione. Per la Giarola Savem, produttrice di liquori e frutta sciroppata, la Cina è una grande scommessa, come spiega il referente Alberto Avanzo: “Siamo pronti. La nostra azienda si distingue per la particolarità e la tipicità dei prodotti, caratteristiche che sappiamo essere molto apprezzate dai consumatori cinesi negli ultimi anni”. Punta sulla qualità anche il Molino Dallagiovanna che, presente in 28 paesi nel mondo, vuole entrare anche nel vasto mercato cinese. “Il segreto della nostra azienda è l’Italianità. Produciamo farine, gli ingredienti con cui si realizzano i prodotti simbolo della cultura italiana: pasta e pizza.- spiega la titolare Sabrina Dallagiovanna - La ristorazione italiana in Cina è in rapido sviluppo per questo è in aumento la richiesta di materie prime Made in Italy, tra cui le farine”. Partirà con un’indagine sulle tendenze dei consumatori cinesi anche Antico Mulino di Ottone, che presenterà prodotti in linea con i gusti e le abitudini alimentari locali “Durante i tanti incontri organizzati dal Consorzio Piacenza Alimentare con operatori Giapponesi, abbiamo appurato che la popolazione cinese, mangia poco e spesso. – spiega Alessandro Traverso, titolare – Per questo motivo abbiamo destinato a quel mercato la nostra produzione di Piccole Dolcezze: biscottini in porzioni monodose. Con questa strategia pensiamo di lavorare su quei cosiddetti acquisti d’impulso legati al desiderio di dolciumi, che sappiamo essere in crescita in Cina”. È pronta a soddisfare i bisogni dei consumatori cinesi anche La Pizza + 1, che sarà a Shanghai con i prodotti che l’hanno resa famosa: la pizza e la focaccia. “ Vogliamo entrare in questo mercato l’essenza dell’italianità proponendo la nostra linea tradizionale, frutto di una esperienza alimentare consolidata. - spiega Marco Nicora Export Manager dell’azienda – Una volta che avremo conosciuto le esigenze del mercato dall’interno potremo lavorare con i nostri futuri clienti alla creazione di linee e ricette personalizzate, offrendo non solo un prodotto ma anche un servizio.”
Grandi aspettative anche per Torrefazione Musetti “Non siamo ancora presenti ma abbiamo avuto numerosi feedback sul gradimento dei nostri prodotti.- spiega la export manager Beatrice Guglielmetti – Durante questi mesi di Expo numerosi buyer Cinesi sono venuti in azienda e hanno apprezzato la nostra selezione di Caffè, per questo abbiamo intenzione di sfruttare le potenzialità di questa missione.”  Presente sulla scia dei successi di Expo anche la Steriltom, il maggior produttore di Polpa di Pomodoro in Italia. “ Grande rilevanza è stata data in questi 6 mesi di Expo al Pomodoro- spiega Alessandro Squeri, Export Manager – La grande attenzione a temi come qualità, tradizione e unicità hanno avvantaggiato le produzioni Made in Italy, anche in un settore come il pomodoro”.

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