Privacy, Cna: «Troppa burocrazia, via le sanzioni per un anno»

E’ la richiesta presentata da Cna nel corso dell'audizione sullo schema di decreto legislativo mirato ad adeguare il quadro normativo italiano, alla nuova disciplina europea della tutela della privacy

Enrica Gambazza

La proroga di un anno dell'entrata in vigore delle sanzioni, che, in ogni caso, andranno proporzionate alla dimensione d'impresa, secondo i principi dello Small business act. E’ la richiesta presentata da Cna nel corso dell'audizione sullo schema di decreto legislativo mirato ad adeguare il quadro normativo italiano, alla nuova disciplina europea della tutela della privacy. Audizione che si è tenuta nei giorni scorsi di fronte ai componenti delle Commissioni speciali per l'esame degli atti urgenti presentati dal Governo. Per la Cna vanno definiti puntualmente, e quindi monitorati costantemente, gli adempimenti per le imprese. In particolare, va fatta chiarezza sulla necessità, o meno, delle piccole imprese di provvedere alla designazione del responsabile della protezione dati e di tenere il registro per le operazioni relative al trattamento dei dati personali (obbligatorio per le imprese con più di 250 dipendenti). 

La Cna sottolinea, inoltre, la necessità che, al più presto, il Garante per la protezione dei dati personali indichi i criteri che dispensano dalla valutazione d'impatto sulla protezione dei dati e adotti linee guida che tengano conto delle diverse tipologie di trattamento svolte, e dei relativi costi di attuazione, proporzionando il peso degli oneri amministrativi all'entità delle attività poste in essere dalle imprese titolari del trattamento dei dati.

“E’ una richiesta che Cna Piacenza condivide pienamente - sottolineano il Presidente provinciale Giovanni Rivaroli e il Direttore Enrica Gambazza - dato che per l’edeguamento completo alla nuova normativa europea occorrono tempi tecnici di cui il Parlamento deve tenere conto. Artigiani, piccoli e medi imprenditori, che sono la parte più importante di tutto il sistema produttivo italiano, devono già fare quotidianamente i conti con un carico di adempimenti burocratici che non ha eguali in nessun altro Paese, e non solo europeo. Nei giorni scorsi abbiamo organizzato un incontro rivolto ad artigiani e imprenditori per far luce sui nuovi adempimenti imposti dal regolamento europeo in materia di privacy, e in tutti i numerosi partecipanti è emersa molta preoccupazione per questo epocale cambiamento che creerà ulteriori rallentamenti e disagi a coloro fanno impresa nel nostro Paese”. 

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