Prodotto troppo pomodoro, la penale sarà di 2,20 euro alla tonnellata

Assemblea OI del Nord: consegnati 2,773mila tonnellate di pomodoro contro le 2,55 contrattate. IL prezzo pagato agli agricoltori, come da contratto, scenderà da 85,2 €/t a circa 77 €/t

Immagine di repertorio

E’ di 2,773,146 milioni di tonnellate il quantitativo di pomodoro consegnato dai produttori all’industria. Il dato è emerso, oggi 24 ottobre, durante l’assemblea della OI pomodoro da industria del Nord Italia. Confermate, anzi aumentate, le penali. A causa della sovrapproduzione di “oro rosso”, agli agricoltori è stata applicata - come da contratto - una penale di 2,20 €/t. Infatti, in fase di contrattazione era stata stabilita una produzione massima di 2,550 milioni di tonnellate. Ma i 40mila ettari coltivati hanno fatto sforare la cifra prefissata, facendo così scattare le penali. Alla sovrapproduzione, vanno aggiunte le altre penali legate alla scaletta di qualità, per un totale di 2,20 €/t. Nell’assemblea, che si è tenuta a Parma, inoltre, era prevista anche l’elezione del nuovo presidente della OI, che però è stata rimandata. Lo sforamento delle quote di pomodoro ha inciso così sul prezzo che da 85,2 €/t contrattato scenderà a una cifra intorno ai 77 €/t. Le penalità, inoltre, sono aumentate di ulteriori 20 centesimi, rispetto ai 2 euro preventivati sulla base dei dati alla 39esima settimana che erano di 2,758 mila tonnellate. Già nei giorni scorsi, nel mondo agricolo si erano levati malumori per il superamento e il conseguente taglio dei prezzi dovuti alle penali. Due giorni fa, a puntare il dito contro «alcune OP (organizzazioni produttori) era stata Agrinsieme Ferrara, temendo una decurtazione di 2,50 €/t. Secondo il coordinamento ferrarese di Confagricoltura, Cia, Alleanza delle Cooperative, che in una nota avevano parlato di «un eccesso di superfici seminate, decisamente troppe rispetto a quelle concordate. Se da un lato l'accordo con l'industria per il 2016 doveva prevedere una riduzione di superfici, dall'altro alcune Organizzazioni di produttori hanno autonomamente ignorato questa indicazione che doveva garantire che non scattassero penalità per i produttori». I 2,50 €/t di penalità non sono scattati perché il limite per l’aumento della ulteriore penalità di 0,50 €/t era stata fissata a 2,8 milioni di tonnellate. Un’asticella che è stata sfiorata perché il dato finale è stato di 2,77 t.

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