«Produrre di più aumentando la capacità fotosintetica delle piante»

Un frumento con rese di 20 tonnellate/ettaro entro i prossimi 20 anni: l'esperto Alessandro Occhialini lo spiega “a cena con la scienza”. Appuntamento il 22 maggio

Mai banali gli incontri del ciclo di “A Cena con la Scienza” organizzati da Confagricoltura e Agriturist Piacenza, che venerdì 8 maggio a La Tosa di Vigolzone hanno proposto la relazione di Alessandro Occhialini, Ricercatore Postdoc in biotecnologie vegetali presso il Rothamsted Research, Harpenden (UK). Dopo un primo excursus volto a sottolineare come la ricerca di nuove varietà vegetali possa essere perseguita in vari modi, di cui quello più moderno è basato sull’ingegneria genetica, ha illustrato alcuni ambiti delle sue ricerche. L’obiettivo del suo istituto è dare una risposta alla crescita esponenziale della richiesta di cibo individuando modalità produttive che consentano di aumentare le rese mantenendo uno sviluppo sostenibile. L’istituto vuole arrivare a selezionare entro i prossimi 20 anni una varietà di frumento che possa rendere sino a venti tonnellate/ettaro. Ad ascoltarlo diversi professori e ricercatori dell’Università Cattolica, tra cui i dottorandi di Agrisystem, che hanno avviato un dialogo proseguito anche durante l’ottima cena. Gli studi di Occhialini, per ora si concentrano sulla pianta di tabacco e mirano ad aumentarne la capacità fotosintetica. “La fotosintesi è possibile grazie alla proteina Rubisco – ha spiegato – che tuttavia è poco efficiente nelle piante vascolari. Nei cianobatteri, che noi troviamo in ampia diffusione in natura, ad esempio nelle pozzanghere in montagna fino ad ambienti marini, è presente un meccanismo di concentrazione del carbonio basato su carbossisomi e una tipologia di Rubisco con proprieta’ catalitiche ottimali, che rendono questi organismi molto efficienti nella fissazione del carbonio atmosferico”. In un articolo pubblicato recentemente su Nature (Lin Myat T et al., 2014, Nature 513, 547–550) viene spiegato come i gruppi di ricerca della professoressa Maureen Hanson a Cornell University (USA), in collaborazione con il gruppo di ricerca del professor Martin Parry, nel quale Dr Occhialini lavora, sono riusciti a generare piante di tabacco transgenico nelle quali hanno sostituito l’enzima Rubisco endogeno con un enzima Rubisco proveniente da cianobatterio. Questi risultati rappresentano un passo molto importante nell’introduzione di un meccanismo di concentrazione del carbonio di origine cianobatterica in pianta. “Il passo successivo – ha spiegato Occhialini - consiste nell’introduzione di questo enzima cianobatterico all’interno di compartimenti chiamati carbossisomi nei quali la CO2 potrà essere concentrata, fornendo allo stesso enzima un micro-ambiente ottimale per sfruttare in pieno le proprie capacità. Questo approccio si basa sull’ingegneria genetica. Lavoriamo su piante geneticamente modificate ma non modifichiamo il Dna nucleare della pianta, modifichiamo quello dei cloroplasti. L’ingegneria genetica è un metodo di ricerca come la selezione genetica tradizionale, ma ha il vantaggio di abbreviare notevolmente i tempi per la selezione delle caratteristiche che noi ricerchiamo nelle piante”. Facendo riferimento agli ambiti più noti dell’utilizzo di piante Ogm, Occhialini, durante il dibattito, ha sottolineato convenendo con gli intervenuti su come l’opposizione a tale applicazione sia di tipo ideologico: Il mais Bt che produce una proteina di Bacillus thuringiensis è, grazie ad esso, resistente ad alcune comuni patologie. In agricoltura biologica il bacillyus turingensis, un batterio presente nel terreno, viene distribuito direttamente sulle piante. Sia in un caso che nell’altro sappiamo che queste procedure non sono nocive per il consumatore. “Mi sembra che nel nostro piccolo – ha sottolineato Michele Lodigiani, coordinatore dell’iniziativa – stiamo cercando di fare chiarezza e di comprendere davvero, al di là delle mistificazioni mediatiche, quali possono essere i percorsi della ricerca che portano al difficile obiettivo di rendere il cibo accessibile e sostenibile e la vita possibile ancora a lungo su questa terra preservandone le risorse”. Il prossimo incontro affronterà il tema attualissimo dei “big data”, cioè della grande massa di dati che scaturiscono da ogni attività umana che oggi, grazie alla formidabile potenza di calcolo delle macchine, siamo in grado di processare ottenendone una rappresentazione della realtà in tempo reale ed estremamente affidabile: uno strumento straordinario per affrontare i problemi della società e nel contempo un preoccupante fattore di rischio per la libertà personale di tutti noi. L’appuntamento è fissato venerdì 22 maggio all’Agriturismo la finestra sul Po a San Nazzaro con Lorenzo Benussi, Fellow al Centro Nexa for Internet & Society del Politecnico di Torino e Consulente del Governo per l’Innovazione e L’Agenda Digitale. La rassegna chiuderà all’Agriturismo Battibue a Baselicaduce di Fiorenzuola, venerdì 12 giugno, con una serata sulle materie prime non alimentari e non energetiche che non sono meno necessarie al nostro sviluppo e la cui distribuzione incide sui rapporti geopolitici globali. La relazione sarà affidata a Franco Maranzana, Geologo, dirigente e consulente di grandi imprese minerarie e istituzioni internazionali.

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