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Luca Quintavalla e Marco Cappelli

Luca Quintavalla e Marco Cappelli

Prossimi bandi "Psr": progetti di filiera in pole position

Arriva la filiera "Grano Duro Alta Qualità" Terrepadane, un'opportunità per le aziende cerealicole piacentine di accedere ai finanziamenti a fondo perduto che la Regione Emilia Romagna potrebbe definire già ad inizio 2017. Per rispettare i tempi previsti dell'accesso al bando le aziende dovranno aderire entro metà dicembre 2016

Si è tenuto martedì 29 novembre, presso Palazzo dell’Agricoltura, l’incontro organizzato da Terrepadane per illustrare agli agricoltori le opportunità legate al nuovo progetto pluriennale di Filiera “Grano Duro Alta Qualità”, pensato soprattutto in previsione dei nuovi bandi PSR, i quali sono già in fase avanzata di definizione presso gli uffici della Regione Emilia Romagna e la cui emissione è attesa non più tardi dei primi mesi del 2017.

All’incontro, dopo una breve premessa del Direttore Generale del Consorzio Agrario Dante Pattini, il Responsabile del settore Cereali di Terrepadane Marco Cappelli e il titolare di Eurofin Luca Quintavalla, partner e consulente del Consorzio, hanno illustrato ad una sala gremita di agricoltori più che interessati le caratteristiche primarie di questo progetto che può consentire l’accesso a somme importanti che la Regione stanzia per le imprese, lo ricordiamo, a fondo perduto.

“I progetti passibili di accesso ai nuovi bandi PSR – afferma Luca Quintavalla – devono avere caratteristiche specifiche e devono essere funzionali al raggiungimento di determinati obiettivi, che sono ovviamente quelli per cui la Regione stanzia l’incentivo economico. Nel caso dei progetti di filiera l’obiettivo determinante è la qualità, incentivata sia sulle operazioni che riguardano il miglioramento dei processi di stoccaggio, sia sulle misure più strettamente legate all’innovazione”. Ciò che viene finanziato non è l’azione della singola azienda, bensì il progetto di filiera nel suo complesso, che deve perciò necessariamente essere strutturato e presentato da un soggetto ‘capofila’, in questo caso Terrepadane, il quale dovrà raccogliere a se tutti gli altri soggetti direttamente coinvolti nel processo. In questo modo le singole aziende potranno con tutta probabilità beneficiare di stanziamenti a fondo perduto che arriverebbero fino al 35-40% dell’investimento. Le tipologie di investimento ammesse potranno riguardare l’acquisto di mietitrebbie, rimorchi, dumper, spandiconcime, botti irroratrici, attrezzature per la lavorazione del terreno, strutture per il deposito delle granaglie e infine trattori (questi ultimi non sono però considerati prioritari nelle graduatorie di accesso). Sono comprese anche le opere edili dedicate, tuttavia occorrerebbe avere le necessarie autorizzazioni degli enti locali pronte compatibilmente con i tempi molto restrittivi delle finestre previste dal bando. Come già detto i contributi a fondo perduto potranno coprire il 35-40% dell’investimento e prevedono un range di spesa che va da 20 mila euro a 3,5 milioni di euro, il massimale così elevato del singolo investimento è tuttavia da ponderare in relazione al tetto massimo del fondo erogabile sul progetto che, a quanto è dato sapere al momento, sarebbe di 10 milioni di euro.

Le aziende interessate potranno accedere ai fondi solo aderendo ad un ACCORDO DI FILIERA PLURIENNALE (sottoscrivendo appunto il contratto di coltivazione “Grano Duro Alta Qualità”). La durata pluriennale del contratto è uno degli elementi fondamentali per poter aderire al bando, ed è inoltre necessario per richiedere il finanziamento AGEA dell’aiuto concesso a partire dal raccolto 2017, in questo caso l’aiuto potrà arrivare ad un massimo di 100€/ettaro. 

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