«Quella del Governo è una manovra strutturata con obiettivi di crescita»

Parole chiare, tranquillizzanti, ma ferme, quelle espresse dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Guido Guidesi intervenuto al consiglio di Confindustria Piacenza

Alberto Rota e Guido Guidesi

«Quella del Governo è una manovra strutturata con obiettivi di crescita; i vincoli non la consentono, ma come ha precisato anche la Banca d’Italia, se si vuole abbassare il debito, è necessario investire; ciò che abbiamo scelto è appunto funzionale al progresso. Su questi presupposti ci confronteremo con la commissione europea e deve essere chiaro che noi non vogliamo uscire dall’euro come questi paventano».

Parole chiare, tranquillizzanti, ma ferme, quelle espresse dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Guido Guidesi intervenuto al consiglio di Confindustria Piacenza.

«Un consiglio aperto - ha detto il presidente degli industriali Alberto Rota - per avere la possibilità di confrontarci sul prossimo Def» ed ha ricordato, menzionando alcuni numeri significativi del comparto «che senza imprese non c’è futuro».

«Ascoltare le imprese - ha detto Guidesi (presente anche i parlamentari della Lega Pietro Pisani ed Elena Murelli) è fondamentale anche per fare chiarezza su informazioni distorte sul decreto; queste sono due settimane decisive per la partita aperta con la commissione Ue. La manovra è strutturata con obiettivi di crescita; noi non vogliamo uscire dall’euro, ma è pur vero che per abbassare il debito, è necessaria una crescita del Pil di almeno il 3 per cento».

Sul reddito di cittadinanza (vessillo dei 5 Stelle) ha detto che «non dobbiamo averne paura; è in vigore in quasi tutti gli stati europei e se è ben strutturata con elementi specifici, servirà a milioni di persone e se è giusta lo diranno i risultati». E in un momento che ha preceduto l’incontro, Guidesi ha ribadito che «contano i mercati “rionali” e non quelli finanziari, noi abbiamo cambiato metodo di lotta alla povertà ed alla disoccupazione».

Dunque paure esagerate, come quella relativa alle pensioni. «Quota 100 (62 anni+38 di contributi) vale per 380.000 persone che ne avrebbero diritto con sistema contributivo; una misura sociale e di equità che favorirà un ricambio generazionale, con i giovani che costeranno meno alle imprese».

Ha parlato poi della Flat tax che ridurrà le aliquote al 15 per cento e porterà semplificazione, della detassazione Ires e della cedolare secca sugli immobili non residenziali, ma non per contratti già in essere.

«In Italia ci sono bloccati da cavilli burocratici 118 miliardi di euro per investimenti ventennali, con fondi europei fermi in alcune regioni. Dobbiamo utilizzarli, cosi come abbiamo favorito i comuni virtuosi con avanzo di bilancio che ora potranno servirsene. Noi vogliamo liberare risorse sui territori ed anche il recente accordo con Anci sul bando periferie va in questa direzione».

Infine, prima delle domande, ha detto che il «codice appalti è una stupidata che blocca gli investimenti e quindi sarà riveduto per semplificare; si ai controlli, ma bisogna fare investimenti».

guidesi confindustria 01-2

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