Martedì, 26 Ottobre 2021
Economia Monticelli d'Ongina

Per l'aglio piacentino l'annata è da record. Rastelli: «Prodotto eccezionale»

Buona per lo scalogno, per la cipolla la qualità è nella media ma piccole pezzature

Per l’aglio è un’annata da incorniciare, buona per scalogno e, mediamente, anche per la cipolla, ma la pezzatura è piccola. Mercato dunque più che favorevole per i primi due prodotti, mentre per la cipolla, dopo l’annata record precedente, i prezzi sono in calo». Questo in estrema sintesi il giudizio sulle operazioni di raccolta da poco concluse espresso dal presidente di Copap (Coop produttori aglio piacentino) Francesco Rastelli, presidente della cooperativa di Monticelli. Rastelli, laurea in Economia e Commercio, è un imprenditore della zona di San Pietro in Cerro e produttore di Aglio Bianco Piacentino, cipolle, scalogno e altri prodotti orticoli. Ricopre anche la carica di coordinatore della sezione Aglio del Comitato nazionale Oi Organizzazione interprofessionale dell’Ortofrutta italiana ed è responsabile provinciale di Fedagri-Confcooperative. 

Rastelli-Sardella trecce d'Aglio Bianco Piacentino-2«La produzione per l’aglio è stata eccellente - conferma - sia per la pezzatura, come per la qualità. La produzione è stata abbondante, con picchi di 10/11 quintali alla pertica, il prodotto è ben formato, con bulbi uniformi e spicchi pieni, non si sono verificati problemi di fusariosi, anche se il prodotto, per precauzione, dopo l’essicazione in campo è stato collocato nei frigo presso la cooperativa. »Essiccare bene è fondamentale - ricorda Rastelli- ma ciò comporta costi aggiuntivi. Ricordiamo che, dopo l’estirpo, tutte le altre operazioni in campo sono effettuate manualmente». «Voglio sempre rammentare - aggiunge il presidente di Copap - che l’Aglio Bianco Piacentino ha ricevuto la certificazione di “Dna Controllato”, un marchio che garantisce la sicurezza alimentare, la tracciabilità, la qualità e la genuinità di ciò che finisce sulle nostre tavole. Cerchiamo ancora con determinazione di compiere significativi passi in avanti verso la Dop, stavolta in modo compatto e sinergico, perché credo che tutti, indistintamente, si siano resi conto di quanto la denominazione sia importante per “marcare” la qualità e la storicità del nostro territorio».

«I cambiamenti climatici - ricorda Rastelli - ci obbligano a continui aggiornamenti nelle strategie di difesa, in particolare per la lotta alle batteriosi che è complessa e dove ancora la ricerca deve fornirci risposte e mezzi adeguati. Per questo continua la fondamentale collaborazione con l’Università Cattolica e altre Università e centri di ricerca, perché questo è un problema che si sta estendendo a molte province e regioni limitrofe. Con il gruppo coordinato dalla prof. Battilani e con il Consorzio Fitosanitario siamo ormai alle battute finali per ottenere un aglio da seme “micropellicolato” resistente alla batteriosi, progetto riconfermato dal “Goi”(gruppi innovativi innovazione) della Regione».

«Il mercato - rimarca Rastelli - appare stabile ma i ricavi non sono sempre adeguatamente remunerativi in rapporto ai costi; il nostro interlocutore fondamentale è la G.D, così come tutti i produttori di pesto; analogo ma anche differente discorso per lo scalogno: è un prodotto di eccellenza della Bassa Piacentina, un bulbo sempre più apprezzato dalla ristorazione e dai consumatori, dai costi produttivi molto elevati, un prodotto quindi “di nicchia” e di alta qualità. Utilizziamo- spiega Rastelli- solo seme ibrido olandese che costa al produttore oltre 700 Euro a pertica. Il mercato in questi ultimi anni ci ha premiato ed ora si presenta stabile». Ma sulla differente qualità del prodotto del nostro territorio Rastelli non deroga minimamente: «Il sistema Ensa (ente nazionale sementi elette), con i suoi accurati controlli ha consentito di mantenere il nostro prodotto sano ed in purezza, con prerogative organolettiche che il consumatore sa riconoscere ed apprezzare. Certo forse è meno produttivo ad ettaro, ma la qualità è ottima; del resto la produzione nazionale copre solo il 50% del fabbisogno; il resto proviene dalla Spagna che ha dalla sua un prezzo più concorrenziale, ma anche regole produttive assai diverse e meno vincolanti. Un esempio? Il nostro prodotto, per residui e controlli fa capo a tre Ministeri: Salute, Ambiente ed Agricoltura; negli altri paesi solo a quest’ultimo Ministero! Ecco perché è giusto e doveroso che vengano riconosciuti ai produttori locali questi valori». Per quanto riguarda la cipolla quest’anno si sono verificati problemi soprattutto per la pezzatura, causa il freddo nei mesi primaverili e per l’attacco, durante la raccolta, di tripidi. La qualità è comunque mediamente buona, ma il mercato è un po’ altalenante, dopo due anni molto favorevoli.

Infine, ed era naturale, Rastelli riserva un’ultima annotazione alla Copap di Monticelli d’Ongina di cui è presidente, cooperativa “storica” della Bassa, in attività da 45 anni: «La lavorazione ed il confezionamento sono in pieno svolgimento per portare ai consumatori tutta la qualità di questa cooperativa piacentina che ha reso noto l’aglio bianco piacentino in tutta Europa. Nel centro di lavorazione e stoccaggio di Monticelli, l'adozione di moderni impianti di conservazione ad ambiente controllato e la presenza di linee di lavorazione e confezionamento all'avanguardia, integrano il lavoro manuale, consentendo di offrire i prodotti in diverse tipologie di packaging».  E ancora: «Stiamo cercando di allargarci verso altri mercati perché la GDO livella un po’ i prodotti; un’importante distinzione può venire dalla DOP, ma anche da una riduzione dei costi prodottivi che si può raggiungere solo con una maggiore meccanizzazione che avviene già per le semine; ma poi una volta raccolto, l’aglio deve seccare in campo e poi essere ridotto in mazzi, manualmente. La lavorazione viene poi completata in cooperativa. Ultimamente abbiamo attivato anche un macchinario per il taglio del gambo che predispone il prodotto al confezionamento ed abbiamo aumentato le celle-frigo. Insomma i costi sono elevati, ma la qualità unica del nostro prodotto deve essere riconosciuta. Sta a noi far capire alla DGO ed ai consumatori queste prerogative di unicità. In questa azione la presenza di personale motivato ed aggiornato è essenziale; intanto è ormai pronto il nuovo impianto fotovoltaico da 150 Kw che concorrerà a ridurre i costi energetici, sempre nell’ottica di una sostenibilità che deve coinvolgere tutta la filiera”. Ma delle strategie come dei miglioramenti tecnologici in atto in Copap tratteremo successivamente».

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