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Domenica, 26 Giugno 2022
Il report

Impatto guerra sull’economia di Piacenza, la stima di crescita perde l’1,3% (100 milioni di euro)

Al PalabancaEventi la presentazione del Rapporto 2022 del sistema economico piacentino, «Dati 2021 molto buoni, adesso però rientriamo in piena incertezza»

«Il 2021 è stato un anno di forte crescita, parliamo di oltre il 6% del Pil del valore aggiunto di Piacenza, che è andata anche oltre alle previsioni. Abbiamo le stime relative al 2022, che tengono anche conto dell'impatto della guerra e parlano per Piacenza di una crescita attorno al 2,2%. Si tratta di una stima fatta ad aprile; la stessa stima fatta a gennaio parlava di una crescita del 3,5%. L'impatto della guerra vale quindi 1,3 punti percentuali, che equivale più o meno a 100 milioni di euro». Una fotografia scattata dal “Rapporto 2022 del sistema economico piacentino” e illustrata da Guido Caselli, direttore dell’Ufficio Studi di Unioncamere Emilia-Romagna, uno dei relatori presenti nel pomeriggio al PalabancaEventi di via Mazzini, sede della presentazione. Coinvolti Banca di Piacenza, Università Cattolica e Camera di Commercio, autore del report il gruppo di ricerca - coordinato dal professor Paolo Rizzi e dal professor Enrico Ciciotti dell’Università Cattolica - costituito da Davide Marchettini e Lorenzo Turci del Laboratorio di Economia locale, con la collaborazione scientifica di Caselli e di Mauro Guaitoli, sempre di Unioncamere. Al tavolo dei relatori anche il professor Rainer Masera, ordinario di Politica economica e preside della Facoltà di Economia dell’Università Guglielmo Marconi di Roma.

«Un report importante, non solo perché riporta tutti i dati, ma perché finalmente riusciamo anche a far chiarezza in questi dati» sottolinea Pietro Coppelli, condirettore della Banca di Piacenza. «In questi ultimi tempi chi aveva necessità di reperire i dati sull'andamento dell'economia faceva fatica, doveva saltellare da una parte dall'altra per ricercarli e per ricomporre poi un insieme. Proponendo questo report riusciamo a dare a chi è interessato ad analizzare i dati dell'economia un documento completo, uniforme direi anche chiaro, perché raggruppa in capitoli i vari settori dell'economia del territorio piacentino e quindi aiuterà moltissimo gli studiosi, gli studenti e gli addetti al mestiere a fare delle analisi anche prospettiche sull'andamento dell'economia».

                              La presentazione del rapporto 2022 del sistema economico piacentino3 (FILEminimizer)-2

Un’analisi dello stato dell’economia locale, divisa tra due scenari: da un lato l’andamento positivo registrato nel 2021, dall’altro gli effetti della guerra in Ucraina con cui fa già i conti l’anno in corso. «Dal punto di vista settoriale il 2021 ha visto una forte crescita delle costruzioni come era facile immaginare - spiega Caselli - molto bene anche l'industria, che sarà quella che accuserà di più il colpo nel 2022: lì probabilmente andremo verso una crescita zero, questa a causa del nuovo scenario, della difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, dell'energia e dell’inflazione che a Piacenza sta crescendo molto forte. L'ultimo dato di aprile parla di una crescita del 7,1 che è superiore sia a quella regionale che è quella nazionale».  

«Cambiano completamente i settori a rischio – sottolinea il professor Rizzi - nella pandemia hanno sofferto il commercio, il turismo, la ristorazione eccetera., adesso invece non hanno nessun impatto diretto con il conflitto e con le tensioni. I settori che invece vanno molto bene nel 2021, che sono poi i settori più importanti dell'economia di Piacenza, come la meccanica, l’agroalimentare, e un po' anche la logistica dal lato dei trasporti più che la logistica in senso stretto, subiranno i costi in aumento, la scarsità di materie prime, della ghisa, del ferro, dell’acciaio. Così anche l'alimentare, «non tanto per il grano, ma anche per i fertilizzanti, penso anche al latte che ha subito degli aumenti. «Anche i prezzi dei prodotti agricoli in salita - conclude - si trasferiranno alle nostre produzioni, che sono ottime, esportano molto, e quindi anche sui consumatori. Abbiamo tutti i dati 2021 molto buoni, però adesso rientriamo in piena incertezza».

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