Ridotta tassazione su immobili locati, Confedilizia: «Giusta direzione ma si può fare di più»

La Commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento al disegno di legge di stabilità che prevede la riduzione del 25 per cento dell'Imu e della Tasi dovute, sulla base delle aliquote stabilite per il 2015 dai singoli Comuni, per le abitazioni affittate attraverso i contratti "concordati"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

La Commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento al disegno di legge di stabilità che prevede la riduzione del 25 per cento dell'Imu e della Tasi dovute, sulla base delle aliquote stabilite per il 2015 dai singoli Comuni, per le abitazioni affittate attraverso i contratti "concordati".

Confedilizia – da tempo fortemente impegnata per una riduzione del carico fiscale sugli immobili locati – esprime il proprio apprezzamento per una misura con la quale si compie un primo passo nella giusta direzione. «Non può, tuttavia, tacere il proprio rammarico per il fatto che i tecnici del Ministero dell'economia abbiano all'ultimo momento imposto (sulla base di stime tutt’altro che inoppugnabili) di attenuare un intervento che le relatrici del provvedimento (le senatrici Federica Chiavaroli e Magda Zanoni), con il sostegno di pressoché tutti i gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione, avevano proposto in misura più marcata».

«È auspicabile – rileva Confedilizia – che l’esame del disegno di legge alla Camera sia l'occasione per rivisitare la norma, attraverso una forte e netta assunzione di impegno da parte della politica, che consenta alla maggioranza trasversale formatasi in Senato di far prevalere la propria proposta di fissazione al 4 per mille del limite massimo Imu-Tasi per gli immobili in questione». Una misura che – secondo stime rigorose che Confedilizia mette a disposizione di chiunque voglia esaminarle – avrebbe un costo di circa 72 milioni di euro.

«Così facendo – conclude Confedilizia – si contribuirebbe, come da volontà di larga parte delle forze politiche di maggioranza e di opposizione, a rilanciare il mercato dell’affitto, e con esso la mobilità del lavoro, incentivando un comparto oggi in forte sofferenza e così scongiurando il rischio di tensioni sociali causate dalla diminuzione di abitazioni disponibili». 

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