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Economia

Rifiuti: la spesa a Piacenza scende dello 0,5%, un euro in meno dello scorso anno

I nuovi dati dell'Osservatorio di Cittadinanzattiva: differenze tariffarie tra capoluoghi dell’Emilia-Romagna, si va dai 244€ di Cesena ai 306€ di Reggio Emilia, passando per i 274 euro di Piacenza

Rifiuti: la spesa a Piacenza scende dello 0,5%, 1 euro in meno dello scorso anno, quando rispetto agli attuali 274 euro la Tari era di 275 euro. A parlarne i dati dell'Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva, in cui compare anche – sempre riferita al nostro capoluogo - la produzione pro-capite di rifiuti urbani (dati Ispra 2020) pari a 746,76 (chilogrammi per abitante anno 2019) e la percentuale di raccolta differenziata, al 67,4%. Cittadinanzattiva analizza la situazione in Emilia -Romagna, dove la spesa media per la tassa dei rifiuti nel 2021 è di 274€ - (312€ la media nazionale) - «con una diminuzione dello 0,7% rispetto al 2020».

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L'indagine sui costi sostenuti dai cittadini per lo smaltimento dei rifiuti in tutti i capoluoghi di provincia prende come riferimento nel 2021 una famiglia tipo composta da 3 persone ed una casa di proprietà di 100 metri quadri. L'indagine è realizzata nell'ambito delle "Iniziative a vantaggio dei consumatori", finanziate dal Ministero dello sviluppo economico, Legge 388/2000 – ANNO 2020.

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«La regione con la spesa media più bassa è il Veneto (€232), dove si registra anche una diminuzione del 4% circa rispetto all'anno precedente. Al contrario, la regione con la spesa più elevata resta la Campania (€416, -0,6% rispetto al 2020). A livello territoriale si registrano aumenti in dodici regioni: incremento a due cifre in Liguria (+10,3%), segue la Basilicata con +8,1%, il Molise con +6,1% e la Calabria con +5,9%; tariffe in diminuzione in sei: in Sardegna si registra un -5% e in Veneto un -3,8%. Catania è il capoluogo di provincia più costoso (504€ stabile sul 2020), Potenza il più economico (131€, ma in aumento rispetto al 2020, 121€). Rispetto ai 112 capoluoghi di provincia esaminati, sono state riscontrate variazioni in aumento (rispetto al 2020) in ben 53 capoluoghi, situazioni di stabilità in 37 e variazioni in diminuzione in 22. A Vibo Valentia l'incremento più elevato (+44,9%), a Rovigo la diminuzione più consistente (-23%)».

«Notevoli spesso le differenze tariffarie - sottolinea l'analisi - anche fra i singoli capoluoghi di provincia della stessa regione: in Emilia-Romagna, si va dai 244€ di Cesena ai 306€ di Reggio Emilia. A Ferrara e Forlì si applica la tariffa puntuale. Quanto a raccolta differenziata, l’Emilia-Romagna si colloca più in alto rispetto alla media nazionale: nel 2019, siamo al 70,6% di rifiuti differenziati in regione rispetto al 61,3% del resto del Paese».

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