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Rischio siccità: in attesa della pioggia mancata nel mese di marzo

Per ora solo costi aggiuntivi per le prime irrigazioni

Un tempo tutti stavano con "il naso per aria", oggi grazie ai satelliti le previsioni, ma a breve, sono molto più attendibili. Si ipotizza che all’inizio della prossima settimana un po’ di pioggia dovrebbe dare una mano all’agricoltura, sperando però che i previsti afflussi di aria fredda non facciano scendere troppo le temperature, perché allora i rischi sarebbero moltiplicati, soprattutto per gli alberi da frutto.  Il detto è chiaro e lapidario: senz’acqua non c’è agricoltura e il tema della sicurezza idraulica e dell’ammodernamento della rete idrica è basilare. E con questi "chiari di luna" idrici che periodicamente, e purtroppo sempre più spesso, si ripresentano per i cambiamenti climatici, magari alternati a fenomeni estremi, il discorso della conservazione è più che mai attuale: si va dagli invasi medi e grandi (di cui si parla periodicamente e su cui poi cala il silenzio), a nuovi più piccoli utilizzando magari le cave dismesse e i bacini

In attesa della panacea del Recovery Plan che riguarda quella che è definita la “transizione verde” in modo da risparmiare il 30% di acqua per l’irrigazione, diminuire il rischio di alluvioni e frane, aumentare la sicurezza alimentare dell’Italia, garantire la disponibilità idrica in caso di incendi, migliorare il valore paesaggistico dei territori e garantire adeguati stoccaggi per le produzioni idroelettriche green in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni dell’UE per il 2030. E chi più ne ha, più ne metta. Grandi progetti certo, ma intanto in questo periodo bisogna fare i conti con l’assenza contingente di piogge.

«In questo momento - precisa il vicedirettore di Confagricoltura Piacenza Giovanni Marchesi - è il frumento a preoccupare un po’ perché appare ingiallito. Si trova in una fase fenologica molto delicata e se non piove, consentendo l’assorbimento dei nutrienti, ci potrebbero essere ripercussioni sul futuro raccolto. Ma è del tutto prematura ogni valutazione. Intanto si stanno irrigando alcune colture e questo aumenta i costi energetici. Presto inizieranno i trapianti dei pomodori, insomma in questo momento le giovani piante hanno bisogno di terreno più soffice ed acqua di superficie per il radicamento. Quindi niente allarmi, ma attenzione costante a come evolve la situazione e la constatazione che, ancora una volta, bisognerebbe immagazzinare l’acqua quando è abbondante.  Le preoccupazioni sono in parte mitigate dalle riserve di acqua che le abbondanti nevicate invernali hanno contribuito ad alimentare».

“E’ vero - conferma Ruggero Colla funzionario del Consorzio Fitosanitario - le falde sono piene, ma se si comincia ad attingere acqua adesso...Il Po per ora ha un’altezza sufficiente ad alimentare i canali, ma siamo quasi al limite. Si sta seminando il mais e per cipolla, scalogno bietole e mais, insomma un po’ tutte le colture hanno bisogno di acqua di superficie per attecchire adeguatamente. E’tuttavia presto per preoccuparci, ma bisogna monitorare con attenzione la situazione, in attesa delle precipitazioni attese per inizio della prossima settimana con calo delle temperature che per ora si mantengono sopra la media stagionale. Da un punto di vista fitosanitario (funghi) al momento- soggiunge Colla- la situazione è buona, ma con il caldo comincerà a presentarsi il problema degli insetti, come la tignoletta della vite. Per ora si parla di potenziali pericoli, ma il Consorzio Fitosanitario monitora come sempre la situazione attraverso le trappole, pronto a fornire precise indicazioni agli agricoltori per un’eventuale, tempestiva difesa».

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