Riserve idriche: serve un nuovo approccio culturale e un impegno comune

Grande successo per il convegno "Il valore dell’acqua: coltiviamo insieme il nostro futuro", organizzato dal Consorzio di Bonifica di Piacenza e dalla Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali all'Università Cattolica

Un momento del convegno

Per le riserve idriche è necessaria una pianificazione di lungo periodo, adeguare la rete idrica e riutilizzare l’acqua per l’agricoltura, ma soprattutto è indispensabile un cambiamento culturale che coinvolga tutta la società. A Piacenza, territorio virtuoso in una regione che lo è altrettanto, vanno realizzate alcune fondamentali infrastrutture a cominciare dalla traversa di Mirafiori fino a una diga in Valnure. Intanto, come ha annunciato l’assessore all’ambiente Paola Gazzolo: «E' stato rinnovato per quattro anni l’accordo con la Liguria per il rilascio del Brugneto e inoltre verrà ricalcolato, all’interno del nuovo piano di aggiornamento acque, con un lavoro congiunto e partecipato dei territori, il nuovo limite per il MDV (minimo deflusso vitale). Ci sono poi i finanziamenti del Governo di 50 milioni l’anno per cinque anni,con priorità ai territori che hanno risentito dell’emergenza idrica». Grande successo per il convegno "Il valore dell’acqua: coltiviamo insieme il nostro futuro", organizzato dal Consorzio di Bonifica di Piacenza e dalla Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali all'Università Cattolica.

«Per il piano acque - ha ribadito la Gazzolo - è necessario puntare sul risparmio che è prima di tutto in fatto culturale, le falde vanno ricaricate e gli stoccaggi vanno aumentati. E’ già stato attivato un tavolo con Enel per massimizzare la funzionalità delle dighe, ma c’è la necessità di individuare nuovi invasi e le loro dimensioni». Parole chiare ed univoche anche dall’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli: «Sono stanca di sentire attribuire responsabilità alla Regione che è riuscita a salvare la stagione del pomodoro perché siamo riusciti ad ottenere il riconoscimento dello stato di emergenza già a giugno, mentre altre Regioni si sono attivate in agosto».

E contro i detrattori, ha elogiato il lavoro svolto dai Consorzi di Bonifica, affermando che «sono fondamentali, senza di loro non saremmo riusciti a superare la scorsa estate». Ma per affrontare in modo esaustivo il tema del risparmio della risorsa idrica a parere della Caselli «serve un approccio olistico, ossia multifunzionale e sinergico. La nostra Regione è la migliore in Europa per il risparmio, secondi nel mondo solo ad Israele. Ma occorre essere compatti di fronte all’Europa per far riconoscere le peculiarità produttive dei diversi territori». E per gli invasi ha fatto presente che «la scorsa estate, a causa della scarsissima pioggia caduta, una diga non avrebbe avuto effetto. Prima bisogna individuare le dighe da costruire, poi sarà più facile realizzarle. Intanto l’agenzia europea del clima verrà a Bologna e con l’agricoltura di precisione i problemi irrigui cambieranno molto. Questo è il futuro».

Il convegno è stato aperto da Sandro Nanni Responsabile Sala Operativa Meteo Arpae Emilia Romagna: «L'estate 2017 sarà ricordata per l’eccezionale fenomeno siccitoso che ha interessato anche Piacenza. La scarsità di precipitazioni pluviometriche e nevose, rilevata già a partire dall’autunno 2016, ha determinato una carenza sostanziale della risorsa idrica, con gravi conseguenze per l’ambiente e il comparto agroalimentare. Nell’ottobre 2016 al maggio 2017 sono caduti 298 mm, il 50% in meno rispetto al periodo precedente; quest’estate il 30% in meno; il 2017 registra il peggior bilancio idroclimatico dal 196». Insomma a parere di Nanni, pur nell’incertezza di dover stilare previsioni a medio e lungo termine, c’è da aspettarsi, da qui al 2050, estati sempre più calde ed aumento di fenomeni estremi. Il preside della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari ed ambientali Marco Trevisan ha spiegato che «l’acqua è una risorsa rinnovabile, ma limitata», solo il 3% è dolce e solo l’1% è facilmente accessibile. Quella dolce è concentrata ai Poli, il 30 nelle falde, il 3% è quella disponibile. Ha confermato l’effetto serra, la diminuzione delle precipitazioni e l’aumento delle temperature e quindi dell’evaporazione. I 2/3 dei ghiacciai europei si sono ritirati, 250 miliardi di Ton, dal 205 al 2009 si sono sciolte, aumentano i fenomeni temporaleschi violenti. Ed ha auspicato nuovi sistemi di irrigazione che servono anche per aumentare le falde, «ma le dighe - ha affermato - sono cruciali».

Per Matteo Scaglioni responsabile Water management di Terrepadane «il problema acqua è di tutta la società civile. Ogni coltivazione ha bisogno di una specifica quantità d’acqua». Ha trattato poi delle diverse tipologie di irrigazione, per esaminare le più recenti, quella a goccia e la subirrigazione «che offre grandi vantaggi come una durata ventennale, la versatilità per molte colture, il risparmio idrico, la riduzione dell’erosione. Ed oggi anche il sistema satellitare con l’agricoltura di precisione è alleato fondamentale per risparmiare acqua ed ottenere produzioni di qualità. Terrepadane è pronta ad accettare le sfide».

Adalgisa Torselli di Arpae ha trattato della complessa normativa relativa all’acqua: «Oggi è di pertinenza della Regione, si sta predisponendo una nuova normativa che concerne anche il MDV». Nella successiva tavola rotonda il presidente del Consorzio di bonifica Fausto Zermani ha detto che «il 2017 ci ha aperto gli occhi facendoci ulteriormente comprendere che l’acqua va trattenuta ed è nostro dovere renderla fruibile. Dobbiamo guardare all’ambiente ma anche alla prosperità della nostra società».

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E sulla necessità di stoccare hanno convenuto i partecipanti. Per Filippo Gasparini presidente di Confindustria «la strada è segnata. Dobbiamo tornare ai nostri valori con equilibrio e buonsenso, dando alle imprese la possibilità di ridistribuire il reddito». Per Marco Crotti presidente di Coldiretti «nel 2017 si è sanato il conflitto tra agricoltura e ambiente: è stato infatti evidente che le dighe non servono solo agli agricoltori, ma anche ai cittadini. Mignano docet. E’ necessario realizzare subito la traversa di Mirafiori e va realizzata una nuova diga in Valnure». Sono seguiti gli interventi, oltre che della Gazzolo e della Caselli, di Vincenzo Tabaglio della Cattolica, del presidente della Cia Franco Boeri e di Claudio Piva dell’Ordine dei dottori agronomi. Ha moderato l’incontro la giornalista Paola Romanini.

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