Sale in cattedra in Cattolica l’impresa dell’Ironman Daniel Fontana

Il primo azzurro a mettere tutti in riga in una prova del circuito Ironman parla di resilienza agli studenti della Cattolica

3,8 km di nuoto, 180 km di ciclismo, 42,195 km di corsa in 8 ore 26 minuti e 15 secondi. Questi i numeri dell’impresa compiuta il mese scorso a Los Cabos, Messico, da Daniel Fontana, primo italiano a salire sul podio iridato in una prova del circuito IronmanAnche di questo sogno diventato realtà si è parlato con Daniel Fontana lo scorso 6 maggio nell’incontro A tutto campus che ha riunito in aula una folla di oltre 200 studenti.

Introdotto dal direttore della sede di Piacenza Mauro Balordi e intervistato dalla Prof. Franca Cantoni,  l’ “uomo di ferro” Fontana è salito in cattedra per raccontare ai ragazzi la sua esperienza, partendo dal tema della resilienza come competenza dinamica e volitiva.

“La resilienza per me è un valore molto importante – ha sottolineato Fontana -. La crisi nel mio sport è una certezza  e affrontarla correttamente è il segreto del successo. In fondo credo che lo sport rispecchi la vita di tutti: oggi il mondo è molto competitivo, affrontarlo con coraggio e determinazione è la chiave per riuscire in ciò che conta per ciascuno di noi. Lo sport è un modo simbolico per prepararsi alla vita”

DSC_0289-2-3Il conto era aperto, per il triatleta olimpico Daniel Fontana, con l’Ironman: quella sulla lunga distanza era l’ultima vittoria che gli mancava da aggiungere nel già ricco palmares. E a Los Cabos, Baja California (Messico), il 38enne italo-argentino ha scritto la storia dell’ironman di casa nostra e per primo in Italia, è stato capace di salire sul gradino più alto del podio nel più prestigioso circuito internazionale di triathlon long distance. 

“Ognuno di noi - ha spiegato Daniel, naturalizzato italiano dal 2005 e che si allena a Settimo Milanese - è dotato di talento, ma il lavorare sodo e la costanza sono più importanti delle doti naturali. Vale nello sport, ma anche nella vita.”

Lavorare molto e mantenere un basso profilo, perché la presunzione si paga sempre è un altro suggerimento di Fontana, che di lavoro ne ha fatto per arrivare dov’è oggi: un lavoro guidato costantemente dalla passione e dal divertimento, ma punteggiato anche di difficoltà, di prove fallite, ma mai dalla voglia di abbandonare.

Reduce dalla vittoria di domenica scorsa nella gara di Trapani, Fontana adesso punta dritto al prossimo obiettivo: la finale mondiale di Kona (Usa). 

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