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Giovedì, 19 Maggio 2022
Economia

“Salita al Pordenone", parte il countdown: mancano 45 giorni all’inaugurazione

L’istituto di via Mazzini: «Le nostre manifestazioni non godono di contributi pubblici né comunitari»

«Sono oggi 45 giorni – scrive la Banca di Piacenza - all’inaugurazione della Salita al Pordenone nella Basilica di Santa Maria di Campagna. Sempre da oggi, il relativo countdown sarà presente nell’home page del sito istituzionale dell’istituto, sul quale compariranno via via le notizie ed informazioni relative all’evento, che gode già del patrocinio del Ministero Beni culturali. La Banca realizzerà l’evento in questione in collaborazione con il Comune di Piacenza (proprietario dell’immobile) e con la Comunità francescana (comodataria dello stesso). La manifestazione si estenderà – oltre che alla città di Pordenone e provincia – ai territori di Cortemaggiore, Monticelli e Cremona, custodi di tesori artistici direttamente o indirettamente collegati con il grande artista friulano.

La Banca rende grazie ai Comuni, alle Curie e alle Parrocchie proprietarie che collaborano con grande passione ad un evento che nella sua completezza e nel suo apporto scientifico non ha precedenti. Lo stesso sarà infatti collegato anche ad una grande mostra sul Genovesino (finora dimenticato dalla nostra comunità, ma che proprio a Piacenza – invece – iniziò il suo formidabile percorso artistico) e ad un'altra mostra intitolata I nuovi Ghittoni, con opere dell’apprezzato artista piacentino non già esposte alla mostra curata da Vittorio Sgarbi.

L’intera manifestazione non godrà di finanziamenti né pubblici né comunitari. Non graverà, dunque, sui contribuenti, né distoglierà fondi da altre destinazioni, ma sarà essa stessa una manifestazione di solidarietà, così come la Banca di Piacenza è da sempre un esempio di solidarietà non esibita, ma vera (non, caritatevole). Il popolare istituto – a parte l’ammontare dei finanziamenti che eroga alle famiglie e alle piccole e medie imprese, in modo che non ha confronti – riversa infatti sul territorio – anche per averlo nel proprio statuto, una massa di risorse di decine di milioni e cioè in una misura non eguagliata da alcuna altra istituzione piacentina che non goda di prestazioni imposte. Grazie a tutti, a chi ci aiuta anche solo con consigli, a chi ci vuole bene, a chi vuole bene a Piacenza. Questa è la collaborazione che serve, che fa crescere l’intera comunità». 

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