Salute negli ambienti di lavoro, Confidustria, Ausl e Lilt insieme

L'obiettivo è quello di introdurre un sistema di sostegno e accompagnamento all'adozione di stili di vita salutari per i lavoratori

Molte delle principali patologie croniche potrebbero essere prevenute mantenendo uno stile di vita sano. Da anni l’Ausl di Piacenza è impegnata a 360 gradi nella realizzazione di iniziative mirate a condurre le persone a fare scelte salutari. Dal 2016 un’attenzione particolare è stata rivolta agli ambienti di lavoro con lo scopo di tutelare la salute dei lavoratori, non solo in riferimento ai rischi professionali ma anche ai fattori che sono collegati agli stili di vita personali.

“Nell’ambito del Piano regionale della Prevenzione, la nostra unità operativa di Prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro – evidenzia il direttore generale Luca Baldino - sta portando avanti la realizzazione di programmi di promozione della salute nelle aziende del territorio. Il fatto che le persone godano di buona salute si traduce in beneficio per loro e anche per l’azienda”. Il percorso intrapreso è stato basato sull’empowerment dei partecipanti: “Abbiamo cercato – continua - di condurre le aziende nel loro insieme a interrogarsi, a progettare e a realizzare le azioni più utili ad affrontare i quattro principali fattori di rischio per lo sviluppo di malattie croniche: fumo, inattività fisica, scorretta alimentazione e consumo di alcol”.  La partecipazione di tutte le figure della prevenzione aziendale e dei lavoratori ha avuto come obiettivo lo sviluppo di ambienti di lavoro competenti, in grado di mantenere in modo autonomo la promozione della salute in azienda. In questo senso è fondamentale il ruolo svolto dal medico competente aziendale: il progetto, attivato all’inizio del 2016, si è rivolto a tutti i medici competenti operanti sul territorio, venti dei quali hanno aderito al percorso proposto.

“Il lavoro condotto con i colleghi che lavorano sul territorio – spiega il medico referente del progetto Maria Teresa Cella (Prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro) - ha contribuito a divulgare un metodo con il quale il sanitario si approccia al lavoratore per indurlo a cambiare il proprio comportamento, adottando uno stile di vita più sano”. L’obiettivo è quello di introdurre un sistema di sostegno e accompagnamento all’adozione di stili di vita salutari per i lavoratori. “Naturalmente, queste scelte sono favorite da un contesto adeguato, che veicoli un messaggio univoco di salute e di benessere. Per questo motivo è stato importante interessare tutti i soggetti attivi nella prevenzione e tutela della salute in azienda: dal datore di lavoro ai lavoratori”. Già nel 2016, in fase sperimentale, hanno aderito al progetto tre aziende del territorio. Per sostenere la divulgazione del progetto e del modello adottato è stato siglato un Protocollo di intesa tra l’Azienda Usl di Piacenza, Confindustria e la sezione di Piacenza della LILT. 

“Da tempo siamo consapevoli di aver un ruolo che va ben al di là del semplice produrre benessere economico per la collettività - spiega Alberto Rota, presidente di Confindustria Piacenza - e in questo senso va letta la nostra adesione al protocollo, un’ottima occasione per rafforzare il legame con i nostri collaboratori anche promuovendo attività che esulano dal rapporto di lavoro. Inoltre siamo consci del fatto che i corretti stili di vita agevolano anche la gestione del problema dell’invecchiamento della popolazione lavorativa che le recenti riforme pensionistiche hanno aggravato”.

La sezione  della Lega italiana per la Lotta contro i tumori di Piacenza, con il suo presidente Franco Pugliese, collabora da diverso tempo con il centro “Luoghi di Prevenzione” di Reggio Emilia della Lilt della Regione Emilia Romagna che si qualifica come laboratorio di ricerca e innovazione sulle buone pratiche nella promozione della salute. Il piano regionale della Prevenzione  individua – dice Pugliese -  lo individua come riferimento regionale per interventi preventivi rivolti ai giovani e per la formazione nella gestione dei processi di cambiamento dei comportamenti a rischio anche nelle comunità lavorative ed “è pertanto con entusiasmo che abbiamo creduto e partecipato alla redazione di questa intesa”. “La capacità di lavorare in rete è uno degli aspetti che più ci stanno a cuore e che cerchiamo di favorire e sostenere in ogni occasione e questa per noi è una preziosa e imperdibile occasione”, conclude il presidente Lilt.

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