Salviamo le stalle italiane: oggi è la giornata nazionale degli allevamenti

Oggi allevatori in piazza per salvare le stalle italiane. Il presidente di Coldiretti Piacenza, Luigi Bisi: “I nostri allevatori, non riescono più a coprire i costi di produzione, mentre i consumatori pagano sempre di più i prodotti lattiero-caseari”

Uno strano trend che bisogna assolutamente spezzare, quello che denuncia Coldiretti che per oggi ha indetto la Giornata Nazionale degli Allevamenti, nelle principali piazze d'Italia.
“I nostri allevatori, chiarisce il direttore Coldiretti Piacenza, Luigi Bisi, non riescono più a coprire i costi di produzione, mentre i consumatori pagano sempre di più i prodotti lattiero-caseari. E ciò, nonostante i nostri allevamenti siano i più sicuri e controllati in Europa”.
  Appuntamento a Parma, in piazza della Steccata  

Il nemico numero uno da combattere sono le importazioni: “La dimensione del fenomeno, in costante crescita, ci minaccia: sono a rischio le nostre imprese, tutta la filiera, la genuinità e la sicurezza del prodotto italiano”. Poi sfodera le cifre, non proprio rassicuranti, sul fenomeno.

Nella nostra regione, secondo i dati Coldiretti, la produzione supera i 17 milioni di quintali e l’import è di circa 11 milioni di quintali. A livello nazionale, la forbice è leggermente più ampia. “Il mercato lattiero-caseario” spiega Bisi “conta su una produzione nazionale di 110 milioni di quintali, con un import pari a 86 milioni”.

Nessun dito puntato contro il sistema import - export, precisa Coldiretti: tutto ciò è consentito dalle norme nazionali e comunitarie che permettono di importare e trasformare prodotto proveniente da qualsiasi paese estero. Attenzione però, non si deve “ostacolare la programmazione della produzione nazionale e impedire di comunicare ai consumatori il vero contenuto dei prodotti che acquistano”. Questo è ostruzionismo, che può porre anche problemi di sicurezza alimentare.

Oggi gli allevatori in piazza, chiedono alle istituzioni “regole chiare di mercato sulle produzioni lattiero-casearie, al fine di consentire agli anelli finora più penalizzati – gli allevatori e i consumatori, di avere un’equa remunerazione, un giusto prezzo e la garanzia di quello che mangiano”.


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