Giovedì, 24 Giugno 2021
Economia

Scarpa: «Esiste un piano industriale per il rilancio di Piacenza Expo?»

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

«Rivoluzione a Piacenza Expo. Tre nuovi “soci”, Fondazione, Consorzio alimentare e FederAlberghi, per lo sviluppo dell’Ente espositivo piacentino. Diamo quindi il benvenuto a questi novelli “Paperon de’ Paperoni” che porteranno, a detta del presidente Cavalli, i capitali necessari per evitare il fallimento. Andiamo per ordine, e parliamo della Fondazione. Considerata storicamente la cassaforte dei piacentini. Perché dovrebbe investire in una società che ha dimostrato, sin qui, scarsa propensione all’apertura ai nuovi compiti che spettano alle strutture fieristiche italiane? Quali le motivazioni che porterebbero la Fondazione ad entrare in Piacenza Expo? Esiste un Piano industriale alla base di questo ipotetico rilancio? Cosa significa, ad esempio, “acquisizione di Cascina San Savino”? Per farci cosa? Con quali attori e finanziatori? Abbiamo ascoltato attentamente la relazione del presidente Cavalli durante l’audizione presso la Commissione Consiliare competente, presieduta dal consigliere Levoni, ed in quella sede abbiamo appreso di un ipotetico “progetto di sviluppo” del quale, però, non abbiamo trovato alcuna documentazione ufficiale a supporto.  Anche i paventati interessi di “Gruppi fieristici nazionali” e “importanti realtà territoriali” non trovano riscontro in alcun documento ufficiale. Ci viene il sospetto che si stia costituendo un Club esclusivo, piuttosto che una nuova struttura economica, importante per il territorio. Come Consorzio di realtà economiche non soltanto provinciali, abbiamo presentato da tempo un Piano industriale per il rilancio di Piacenza Expo che è rimasto nei cassetti o giudicato, evidentemente, poco convincente. Alla luce di quanto sopra, e in assenza di riscontro istituzionale, ci proponiamo di documentare ed illustrare pubblicamente il nostro progetto, che riteniamo decisamente più efficace di quello esposto in Commissione dal Presidente Cavalli. Confidiamo che l’informazione locale si attivi per dare evidenza alla nostra iniziativa».

Federico Scarpa, presidente Co.Sil

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