«Selta, temiamo che ci sia sempre meno tempo utile per il salvataggio»

Presidio dei lavoratori di Selta sotto la prefettura. I sindacati chiedono a gran voce al Ministero dello sviluppo economico di intervenire: «Qui tanta ricchezza professionale»

Mori e Bernazzani (Cgil e Cisl) con i lavoratori Selta

«Chiediamo al prefetto di attivarsi per far convocare la Selta al tavolo di crisi del ministero dello Sviluppo economico (Mise)». Lo affermano i sindacati confederali che l’8 marzo si sono incontrati con il prefetto Maurizio Falco, al quale hanno rappresentato la drammatica situazione dell’azienda di Roveleto di Cadeo. In totale i dipendenti - tra Cadeo, Tortoreto e Roma - sono circa 300 e l’azienda ha annunciato 141 esuberi. Nei mesi scorsi era entrata in crisi e tanti sono i lavoratori e le famiglie coinvolte, per ora in cassa integrazione a zero ore. I lavoratori hanno manifestato sotto la sede della prefettura, mentre i sindacati Film Cgil, con Maurizio Mori, e Fim Cisl, con Luigi Bernazzani, e i segretari Cgil Gianluca Zilocchi e della Cisl Marina Molinari incontravano il prefetto.

«L’incontro tarda - ha affermato Mori (Fiom Cgil) - anche se noi i sindacati nazionali lo continuiamo a chiederlo al Mise. La Selta è una industria splendida, nata 50 anni fa, che si è espansa a Tortoreto e a Roma, e tecnologicamente era un vanto per il territorio. Ora vederla chiudere in questo modo, quando i committenti dicono di voler mettere i soldi per portare a termine il lavoro, è veramente una tristezza. Al prefetto diremo questo, una situazione che porterà alla chiusura dell’ennesima azienda piacentina». Sconfortato anche Bernazzani (Fim Cisl): «E’ difficile dire quali siano le prospettive. Abbiamo fatto pressioni sul mondo politico per accelerare una convocazione al Mise. Temiamo che l’azienda non abbia visto i committenti - cioè aziende con Enel, Terna, le Ferrovie - e che ci sia sempre meno tempo utile per un salvataggio. Qui c’è una ricchezza dal punto di vista professionale, ma più passa il tempo più il patrimonio si depaupera». Secondo Bernazzani «sembra che la Selta abbia chiesto l’insolvenza al Tribunale di Milano, per l’amministrazione straordinaria, e noi siamo preoccupati per i tempi lunghi prima che si arrivi a un commissario, il quale poi dovrà decidere se ci sono le condizioni per un amministratore straordinario o meno». Infine, alcune voci avevano ventilato l’ipotesi di compratori «ma non c’è alcun segnale - ha detto Mori - anche se all’inizio c’era l’auspicio perché l’azienda aveva aperto una procedura per il concordato in bianco preventivo, poi l’ha ritirata. Di concreto, non si è mai fatto avanti nessuno».

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