Venerdì, 24 Settembre 2021
Economia

«Senza cene di San Valentino il settore perde altri 230 milioni di euro»

Lertora (Fipe): «Con i ristoranti aperti non solo i giovani avrebbero potuto passare la serata nel modo che da sempre è il più consueto, ovvero a tavola, ma lo avrebbero fatto in assoluta sicurezza senza girovagare»

San Valentino amaro per il mondo della ristorazione e non soltanto anche a Piacenza. Il divieto di cenare insieme, non solo rovinerà la serata a 2,5 milioni di coppie in tutta Italia, per lo più giovani e giovanissime, ma peserà per altri 230 milioni di euro sui conti di un settore già in ginocchio da ormai un anno. E non ci sarà alcun beneficio sul piano della sicurezza sanitaria perché i giovani di certo non rinunceranno ad incontrarsi. Purtroppo, anche se da ormai 2 settimane siamo ritornati in zona gialla in quasi tutta Italia, per il mondo della ristorazione, bar e ristoranti in primis, il divieto di protrarre l’attività di somministrazione ordinaria con consumazione ai tavoli oltre le 18, costituisce un pesantissimo fardello, che si avverte in maniera più evidente, proprio in occasione di feste tradizionalmente di “socializzazione “, come è appunto quella di San Valentino.

 Osserva in proposito Cristian Lertora, Presidente di Fipe Confcommercio Piacenza: «Con i ristoranti aperti non solo i giovani avrebbero potuto passare la serata nel modo che da sempre è il più consueto, ovvero a tavola, ma lo avrebbero fatto in assoluta sicurezza senza dover girovagare in strada alla ricerca di qualche soluzione di fortuna».

Ecco perché Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi, torna a chiedere con forza un cambio di passo nelle misure di contenimento della pandemia da Covid-19. «L’aumento quotidiano del numero di persone vaccinate e il progressivo rallentamento della diffusione del virus – sottolinea la Federazione nazionale – ci stanno facendo uscire dalla fase acuta dell’emergenza. È il momento di riconquistare un po’ di qualità della vita sempre prestando la massima attenzione ai comportamenti e ai protocolli di sicurezza sanitaria. Bar e ristoranti sono luoghi nei quali è possibile mantenere il giusto distanziamento senza perdere la necessità di stare insieme. Ecco perché, come chiediamo da tempo, vanno riaperti gli esercizi la sera, fino alle 22, in zona gialla e durante il giorno nelle zone arancioni. Il tutto, garantendo i controlli da parte delle forze dell’ordine per mettere all’angolo chiunque, cittadino o impresa, non rispetti le regole. Non possiamo aspettare oltre: sarebbe stato un bel segnale se fosse partito proprio la sera di San Valentino. Perché fermare la voglia di 2,5 milioni di coppie, in particolare giovani e giovanissimi, di stare insieme è impossibile. Meglio lasciare che si incontrino in luoghi sicuri come i locali».

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