«Senza il ruolo strategico dell’agricoltura i valori sociali vanno in crisi»

Il documento del mondo agricolo al tavolo economico provinciale per affrontare la fase di crisi. Parlano Gasparini (Confagricoltura), Bressanutti (Coldiretti) e Boeri (Cia)

Una verità fondamentale è emersa con il “terremoto” Covid-19: senza l’agricoltura la tenuta sociale è a rischio. Cibo di qualità e territorio sono beni che il comparto è in grado di assicurare e per questo gli va riconosciuto un ruolo strategico. È un concetto-cardine che è emerso con assoluta chiarezza all’interno dell’articolato documento presentato al tavolo economico, organizzato in Provincia, da Coldiretti, Confagricoltura e Cia per andare “oltre la crisi”.

Sono istanze prioritarie, urgenti e strategiche che devono consentire a tutto l’articolato comparto agro-alimentare di crescere, rafforzarsi e svilupparsi in modo armonico, ribadendo il primato del nostro paese come riferimento mondiale per una qualità di vita in cui cibo, territorio e benessere ne rappresentano i punti focali.

«Abbiamo davanti - ribadisce Filippo Gasparini, presidente di Confagricoltura Piacenza - troppe “gambe tese” che i nostri genitori non Filippo Gasparini-7avevano per esplicitare la loro imprenditorialità; per questo noi abbiamo bisogno di ritrovare un’economia essenziale dove al centro ci sia il prodotto salubre, conforme e la salute dei lavoratori. Un neo-umanesimo dove si fondi creatività ed eticità, ovvero il nostro codice deontologico, perché sia riconosciuto che è questa agricoltura “eroica” che ha tenuto in piedi la società».

Un concetto pienamente condiviso dal direttore di Coldiretti Piacenza Claudio Bressanutti per il quale «cibo di qualità e territorio, sono beni strategici senza i quali la tenuta sociale è a rischio; per questo deve essere garantito il lavoro italiano con norme e controlli che tutelino il made in Italy, patrimonio mondiale che ha reso il nostro paese punto di riferimento della qualità di vita».

«Il nostro comparto - ricorda il presidente Cia Franco Boeri - deve saper coniugare sostenibilità economica ed ambientale, nel senso che le aziende devono poter contare su un reddito certo, sicuro e garantito per continuare ad esistere ed esercitare quel controllo del territorio che è fondamentale per tutta la società. Non a caso i parametri ambientali hanno acquistato una valenza sempre maggiore nei piani strategici cui l’Europa punta per il prossimo futuro, con i prodotti che saranno certificati anche da un punto di vista ambientale».

Nel documento il mondo agricolo ha individuato dei punti fermi necessari prioritari, urgenti e strategici per “andare oltre alla crisi”. I primi devono consentire agli specifici comparti dell'agricoltura di superare la crisi; i secondi di superare burocrazie e appesantimenti al fine di consentire di superare la crisi nel medio/breve periodo; infine per permettere adeguata programmazione e pianificazione alle imprese del nostro territorio su macrotematiche di sviluppo nel medio/lungo periodo.

Da subito quindi le associazioni di categoria chiedono interventi urgenti a favore del settore agrituristico la cui attività è stata azzerata dal ClaudioBressanuttiColdiretti-2lockdown e che risentirà anche nel medio periodo del crollo del turismo. Quindi: riapertura immediata delle attività di ristorazione e ampliamento di quelle di pernottamento grazie alla messa a punto da parte delle imprese di procedure che consentano agli ospiti di vivere e consumare pasti in agriturismo nel pieno rispetto del distanziamento sociale e delle norme igieniche con la disinfezione degli spazi comuni e la prioritaria fruizione degli ampi spazi all'aperto di cui le strutture godono; esenzione dal pagamento della prossima rata della Tari.

Per il settore vitivinicolo si evidenzia che la maggior parte delle piccole e medie imprese ha come principali canali di riferimento la ristorazione, gli agriturismi e la vendita diretta in azienda, di fatto bloccati dalle restrizioni. E non va meglio l'export, su cui molte aziende piacentine hanno investito. A fonte delle poche risorse finora stanziate dal Governo, si ritiene poco efficace parlare di vendemmia verde (molto costosa e poco performante in termini di riduzione di prodotto sul mercato) che probabilmente è utile in altri areali, ma non alle realtà economiche piacentine.

Andrebbe invece incentivata la riduzione delle produzioni Dop, prevedendo al contempo misure di sostegno al reddito, o di compensazione per la declassazione dei vini, da destinare direttamente alla parte agricola. È prioritario che si individui come misura più efficace e a cui destinare maggiori risorse, l'autorizzazione alla distillazione volontaria delle scorte di vino. Si chiede inoltre l'IVA agevolata per il settore.

Per il settore florovivaistico e di gestione del verde, liquidazione e pagamento immediato di tutti i crediti pregressi vantati dalle aziende nei confronti dello Stato e delle Pubbliche Amministrazioni. Richiesta di stato di calamità per il comparto e conseguentemente proroghe per gli adempimenti fiscali e contributivi.

Tra le istanze urgenti nel documento viene chiesto il riconoscimento per tutte le aziende agricole degli sgravi contributivi e delle agevolazioni previste per le aziende in zona svantaggiata e sostegno per costi per la sicurezza aggiuntivi ed integrativi a seguito degli Franco Boeri-2adempimenti ai Protocolli Sicurezza COVID-19. Proroga dell'attuale sospensione del DURC e di tutti i derivanti versamenti contributivi sino almeno al 31 dicembre 2020.

Inoltre: azioni per assicurare la disponibilità di manodopera nei campi quali la semplificazione del voucher agricolo e misure di sostegno al credito e alla liquidità delle imprese. Drastica semplificazione delle misure di accesso al credito agevolato, alla cassa integrazione in deroga, ai contributi (davvero troppo esigui) a fondo perduto per fronteggiare il crollo dei fatturati. Ed ancora: anticipo dei pagamenti della Pac da ottobre a giugno; procedure semplificate per velocizzare i saldi dei contributi del Psr.

Si domanda una campagna di comunicazione #Mangialtaliano per promuovere il consumo di cibo italiano a favore del Made in ltaly agroalimentare e del turismo, e campagne pubblicitarie per il rilancio delle aziende agrituristiche e vitivinicole. Favorire le attività in ambito locale di vendita diretta all'aperto come avviene con i mercati contadini e quindi nel rispetto delle distanze di sicurezza e con i dispositivi di protezione individuale.

Per i danni da gelo e cimice asiatica, che si sommano a quelli da Covid,si richiedono misure e stanziamenti straordinari per far fronte a queste problematiche che hanno investito,seppur in misura minore rispetto alle altre province emiliane, per il tramite della deroga al Dlgs 102 del 2004 (fondo di solidarietà nazionale per calamità naturali).

Per le richieste strategiche si ricorda che la pandemia, per la gravità con cui si è abbattuta sul nostro territorio, è un evento di portata catastrofica tale per cui servono misure straordinarie a sostegno delle realtà economiche locali, anche in analogia con quanto già attuato da Pubbliche Amministrazioni di altri territori nell'ambito di terremoti o di altri dissesti/eventi straordinari.

Urge una definizione chiara delle priorità, in primis per la tenuta del tessuto economico e la produttività delle imprese da cui dipende la tenuta sociale. Ne consegue una improcrastinabile drastica semplificazione per il rilascio di permessi, pareri e autorizzazioni funzionali allo sviluppo delle attività imprenditoriali e agricole. Nello specifico si chiede di riconoscere ai Centri di Assistenza Agricola la possibilità di espletare pratiche oggi in carico alla pubblica amministrazione, come ad esempio l'emissione del libretto per il carburante agevolato.

Il riconoscimento dell'attività agricola quale strategica e l'autosufficienza alimentare del Paese quale obiettivo prioritario devono essere declinati con uno stralcio delle numerose inutili norme a cui oggi l'azienda agricola è vessatoriamente soggetta. Consapevoli che l'ambito di formulazione delle norme è sovraordinato al contesto locale, si chiede la solidarietà e il sostegno degli stakeholder del territorio e delle Istituzioni Locali per questa fondamentale istanza.

Ed ancora: la revisione radicale revisione delle norme che regolano il Minimo deflusso Vitale nei torrenti. La modifica della direttiva nitrati e del Piano Aria delle regioni del bacino padano alla luce dei dati scientifici che annoverano l'impatto di altri comparti e il positivo contributo dell'agricoltura in termini di sequestro di carbonio nei terreni. La zootecnia per il territorio piacentino è un'attività importante e garantisce la salvaguardia dell'ambiente, la rotazione colturale, le fertilità dei suoli e la biodiversità. Da questo punto di vista va salvaguardata per il tramite di un'equa applicazione del benessere animale con una giusta normativa in termini di politica comunitaria e conseguenti applicazioni nazionali. Alla luce del fatto che producendo anche energie rinnovabili svolgono un ruolo a vantaggio dell'ambiente, si chiede per le aziende zootecniche un proficuo contributo da parte delle amministrazioni affinché queste realtà possano sopravvivere rivedendo anche la normativa sulla condizionalità.

In quest'ottica si torna a chiedere un piano infrastrutture connesso a un piano idrico e specificatamente irriguo che permetta di stoccare l'acqua quando è disponibile e di utilizzarla per i fini irrigui a tutto vantaggio della produttività.

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In conclusione si ricorda che l'agricoltura italiana ha bisogno di una robusta iniezione di liquidità come evidenziato da tutti a più riprese più sia a livello nazionale sia a livello locale. L'emergenza Covid 19, che pure sta confermando il valore strategico dell'agroalimentare, ne sta però mettendo  a nudo tutte le fragilità: se è vero che agricoltura, industria di trasformazione e distribuzione stanno tenendo duro, non si può negare che molte filiere siano in profonda crisi; servono consapevolezza e azioni adeguate.

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