Economia

Sereni Orizzonti, «Riaprire la struttura di Calendasco e più tutele per i lavoratori»

La Funzione Pubblica di Cgil e Cisl ieri in presidio di mobilitazione davanti alla Rsa gestita da Sereni Orizzonti a Rottofreno

Il giorno 25 maggio si è tenuto un presidio unitario di Fp Cgil e Fp Cisl davanti alla struttura RSA di sereni orizzonti San Nicolò presso il comune di Rottofreno gestita dall'azienda Sereni Orizzonti. Le organizzazioni sindacali, che hanno già proclamato lo stato di agitazione sia a livello provinciale che a livello nazionale, rivendicano l'applicazione di un contratto nazionale collettivo sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil e soprattutto aggiornato al costo della vita del 2021 dato che il contratto col quale vengono retribuite risale al 2010. Le rivendicazioni tuttavia non si limitano al solo contratto nazionale ma abbracciano tutti gli aspetti della organizzazione aziendale: la possibilità di usufruire in modo condiviso delle ferie arretrate maturate negli anni precedenti, la richiesta di liquidare  almeno una parte della banca delle ore che in alcuni casi comprende centinaia di ore di straordinari, l'introduzione di sistemi di rilevamento delle presenze che siano efficaci e finalmente pongano fine ai frequenti errori in busta paga dove spesso non vengono riportate alcune ore di straordinario. Si chiede inoltre che le visite del medico aziendale siano fissate con tempestività in modo da porre le lavoratrici nelle condizioni di poter rientrare al lavoro con tempestività e sicurezza. Fp Cgil e Cisl Fp chiedono in oltre la corretta applicazione degli ammortizzatori sociali che sembrano applicati in maniera superiore al necessario soprattutto in relazione al fatto che molte lavoratrice hanno diverse ore di ferie arretrate e banca ore da smaltire.  Lo stress prodotto da tutte queste problematiche stanno ormai compromettendo lo stato di salute psicofisico di tutte quelle operatrici che in questi mesi si sono così tanto sacrificate per affrontare la crisi Covid-19.

Negli anni scorsi Cgil e Cisl sono riuscite con il proprio impegno e con la mobilitazione delle lavoratrici a ottenere il riconoscimento dei diritti dei lavoratori quali ad esempio il corretto livello di inquadramento, la stabilizzazione dei contratti a tempo determinato, l'attribuzione delle corrette mansioni. I sindacati richiedono infine un preciso impegno dell'azienda nel riaprire la struttura di Calendasco ad ancora oggi chiusa senza che sia stato reso noto quali saranno i tempi e le condizioni per la riapertura. 

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