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Economia

«Serve un vaccino contro la perdita di diritti, tutele e impoverimento salariale»

Venerdì 23 aprile nuovo sciopero aziendale di 4 ore per i lavoratori Seta indetto da Usb

«Serve un vaccino contro la perdita di diritti, tutele e impoverimento salariale»: venerdì 23 aprile nuovo sciopero aziendale di 4 ore per i lavoratori Seta indetto da Usb. «A distanza di 9 anni dalla fusione tra Modena, Reggio Emilia e Piacenza, la mutevole direzione aziendale ha fatto di tutto per perdere la fiducia delle lavoratrici, dei lavoratori e per dividerli, creando un clima insostenibile, fatto di forti tensioni per i diversi trattamenti e gravi disuguaglianze di ogni genere, mantenute per ogni territorio e all'interno dello stesso bacino di appartenenza! Nonostante 10 anni di duro lavoro all'interno di Seta, Usb L.p. viene tenuta fuori dal tavolo delle trattative, nel momento in cui si pensa di perpetrare un'ulteriore beffa con la complicità dei sindacati filo aziendali, prevedendo 6 diversi contratti di secondo livello tra il solo personale viaggiante, allo scopo di cancellare in maniera graduale vecchi accordi che contrariamente andavano integrati e migliorati!» comunica il sindacato. «Ed ecco che pur mantenendo alta l'attenzione per la salute e la sicurezza dei lavoratori, non rinunciando mai a segnalare agli uffici preposti ogni carenza sulle norme antiCovid, serve un vaccino per un virus che da tempo si annida in ogni angolo della Azienda, che sta producendo perdite di diritti, delle tutele fondamentali e impoverimento salariale. Usb L.P. ha scritto anche al Ministero dei trasporti, a quello delle Politiche del lavoro e delle pari opportunità; alla Regione Emilia-Romagna e agli assessori preposti sul Territorio, per chiedere un aiuto ma anche per informare di quello che succede in un’azienda a capitale pubblico che gestisce circa 1100 dipendenti. La vertenza riguarda in genere anche la qualità della vita lavorativa, resa impossibile da accordi sui turni che riteniamo a tratti illegittimi e che l’azienda vorrebbe addirittura peggiorare - prosegue Usb - perché al personale utilizzato nella stessa giornata sia su tratte urbane che su quelle extraurbane, viene applicata la normativa di sfavore; perché viene cancellato  per certi turni il diritto dell'ora del pasto, considerando turni mattutini quelli che iniziano presto la mattina e terminano per le 15.30; turni disagiati che impegnano i conducenti fino a 14 ore, assegnati senza congruo anticipo; che sottraggono ore di riposo e di vita sociale e familiare;  che causano disturbi di ogni genere, mettendo a rischio la salute degli stessi dipendenti. Pochi riposi che non permettono agli operatori il recupero psicofisico, che se si ammalano, Seta non vuole trovare le cause, come da anni Usb chiede, ma azioni intimidatorie per spaventare il Personale». «Lo stato di salute di una azienda non può non prescindere dal benessere del proprio personale! Seta è un’azienda malata, per il disagio e le discriminazioni tra il personale, che spesso rinuncia al posto anche dopo pochi giorni di lavoro».

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