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Martedì, 17 Maggio 2022
Economia

«Serve una "pensione di garanzia", altrimenti presto nuove fasce di povertà»

Terzo congresso FNP-CISL Pensionati Parma e Piacenza: «Il sistema pensionistico, così come è disciplinato, creerà difficoltà soprattutto ai giovani che oggi lavorano in maniera precaria e saltuaria con contratti atipici»

Alla presenza del segretario nazionale Mimmo Di Matteo, si è svolto all’Hotel Parma&Congressi il  terzo congresso FNP-CISL Pensionati Parma e Piacenza. Dopo il saluto del segretario generale CISL Parma e Piacenza Michele Vaghini, i lavori sono stati aperti dalla relazione di Federico Ghillani, Segretario Generale FNP Cisl Parma Piacenza: il futuro, la lotta alla povertà, questione demografica e l'analisi delle politiche sociali ed il corretto uso delle risorse economiche, sono stati gli argomenti alla base dell’intervento.

Mimmo Di Matteo ha ricordato l’impegno nel rivendicare i giusti riconoscimenti per i pensionati: “Da molti anni le nostre pensioni non vengono rivalutate e hanno perso circa il 30% del potere di acquisto rispetto all'aumento del costo della vita, cui si aggiunge l'aumento dei costi delle materie prime che si ripercuote ulteriormente nella vita di tutti i giorni. Con la nostra contrattazione abbiamo finalmente sbloccato la rivalutazione delle pensioni – ha spiegato il segretario nazionale - ma questo non basta. Dobbiamo continuare a rivendicare maggior attenzione ai pensionati e alla riforma delle pensioni in generale. Il sistema pensionistico, così come è disciplinato, creerà difficoltà soprattutto ai giovani che oggi lavorano in maniera precaria e saltuaria con contratti atipici. Ovviamente è indispensabile rivedere la legge Fornero”

FNP CISL chiede la revisione del sistema di calcolo ma guarda anche oltre: “Ci stiamo battendo perché sia stabilita una “pensione di garanzia”, una soglia minima per garantire ai futuri pensionati una possibilità di vivere in maniera dignitosa. Se il sistema resterà così com'è, senza dubbio nasceranno nuove fasce di povertà da sostenere con la spesa sociale.”

Ma quanta fiducia riporre in questo Governo? “La fiducia noi la riponiamo in tutti i governi che riscontrano la nostra richiesta ma non la rilasciamo ad occhi chiusi. Rispetto ai governi precedenti però - sottolinea Di Matteo - si è aperto un tavolo di discussione costante che ha dato riscontri: come organizzazione sindacale abbiamo registrato l’insediamento di un governo che addirittura ha chiuso la sala del confronto sindacale a Palazzo Chigi perché non ce n’era più bisogno e questa è un'apertura che segna un’inversione di tendenza rispetto al passato . Considerando i risultati fin qui ottenuti possiamo dire che la strada giusta è stata intrapresa purché non si interrompa il dialogo. Il dovere del sindacato è fare contrattazione fino all'ultimo, fino a quando non ci si trova davanti ad un muro di gomma. Solo a quel punto si decidono le forme di lotta necessarie.” Un altro passo importante, che riguarda milioni di famiglie, lavoratori e non solo pensionati, è la legge sulla non autosufficienza: “Su questo stiamo lavorando benissimo, ottenendo l'attenzione dei Ministri della Sanità Speranza e delle Politiche Sociali Orlando, che hanno insediato due commissioni ad hoc ed è già pronta una bozza di ddl . Questo è un nostro cavallo di battaglia che ci vede impegnati da oltre 10 anni e finalmente il Governo, e speriamo in tempi brevi il Parlamento, pone la necessaria attenzione perché si dia una speranza a tante famiglie in sofferenza e difficoltà che hanno bisogno di cure a domicilio e di sostegno.” Di Matteo è fiducioso sugli ulteriori risultati che la contrattazione, un passo alla volta, potrà ottenere: “Ritenere che dopo anni, in un momento di difficoltà complessiva nel Paese, realizzare in un'unica piattaforma tutte le soluzioni in poco tempo non è possibile, anche se sarebbe auspicabile. Se poi i risultati concreti non dovessero arrivare – conclude - l’organizzazione sindacale deciderà le forme di lotta necessarie. Come ha sempre fatto.”

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