Sette miliardi di euro per gestire le scorie delle quattro centrali nucleari

“ItaliaOggi” mette in luce il quadro delle centrali nucleari italiane, fra cui Caorso

«Sale a 7 miliardi il conto per la demolizione delle quattro centrali. Il pasticcio dell'antinucleare». Carlo Valentini, giornalista del quotidiano economico e politico “ItaliaOggi”, traccia il quadro della situazione delle centrali nucleari italiane, fra cui è da annoverare la struttura piacentina di Caorso. «I 5 mila fusti – scrive Valentini - sono lì che aspettano di essere spediti in Slovacchia. Sì perché mentre il ministro Pier Carlo Padoan raschia il fondo del barile per proporre la finanziaria, l'Italia stacca un assegno di 1,75 milioni di euro alla società slovacca di decommissioning nucleare Javys. Complice il referendum del 1987 coi relativi allarmismi, nel nostro Paese parlare di nucleare è tabù eppure i problemi ci sono e non scompaiono sotto il tappeto».

Le scorie vengono così spedite all’estero con costi elevati. «L'appalto per Caorso – continua l’articolo  di “ItaliaOggi” del 3 novembre - vinto dagli slovacchi prevede 70 convogli ferroviari in andata con fusti contenenti resine e fanghi contaminatirisalenti al periodo di funzionamento della centrale e 25 quelli di ritorno col rifiuto lavorato. Ma l'avvio delle operazioni va a rilento, con palleggio delle responsabilità, e 5 mila fusti stoccati in un deposito a Caorso che dovevano partire nel 2016 ma sono ancora lì. La beffa sarebbe dovere pagare il pattuito dall'appalto e tenere le scorie nucleari». Sull’argomento si è espresso anche Fabio Callori (Forza Italia), vicesindaco di Caorso. «Ogni volta che si parla di deposito nazionale e di parco tecnologico c'è in vista una tornata elettorale e il governo si nasconde. L'Italia deve fare una scelta se non vuole pagare cifre assurde per tenere all'estero le scorie». 

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