Scuola: troppi tagli all'Ufficio regionale, i sindacati si mobilitano

Definita "preoccupante" dai sindacati la bozza emanata dall'Ufficio scolastico regionale. La dotazione di docenti e personale ATA è insufficiente per coprire il fabbisogno del nostro territorio

PREOCCUPANTE IL CONTENUTO DELLA BOZZA EMANATA DALL'UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE - Del tutto insoddisfacente il contenuto del documento recentemente emanato in materia scolastica dalla Regione Emilia Romagna - così le organizzazioni sindacali si esprimono a proposito di questo documento, che non prevede alcun incremento di risorse da destinare alla scuola. L'incontro tra le OO.SS. e le forze politiche, tenutosi oggi presso la Camera del Lavoro, ha sottolineato lo scontento e la preoccupazione dei sindacati di fronte alle proposte dell'Ufficio Scolastico Regionale, che sancisce il mancato adeguamento del numero di docenti alle esigenze di fatto esistenti nella nostra provincia.

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Da parte delle forze sindacali vi è perciò il fermo proposito di esercitare pressioni affinchè venga modificato il contenuto della bozza prima della sua ufficializzazione. «Mentre negli scorsi anni venivano alla fine concessi gli organici sufficienti», esordisce Lucia Galeazzi (Cisl Scuola), «quest'anno i dati sono molto preoccupanti, per cui sarà veramente difficile l'inizio dell'anno scolastico. Sono partite infatti in ritardo tutte le procedure necessarie al suo avvio, ma non solo: la dotazione di docenti e personale ATA è del tutto insufficiente per coprire il fabbisogno del nostro territorio. Impossibile con così poche risorse sostenere il normale incarico di docenza e l'adeguato supporto delle attività didattiche da parte del personale non docente. La tabella allegata alla bozza mostra un apparente incremento delle risorse - continua la rappresentante della Cisl Scuola - ma si tratta in realtà di un inganno, in quanto nell'organico di diritto figurano solo le cattedre complete, mentre nell'organico di fatto vengono inserite anche le cattedre-orario, costituite da spezzoni. Tutto ciò comporta che non vi sia alcun posto in più, a fronte di un'aumentata richiesta da parte dei dirigenti scolastici, basata sull'effettivo numero degli alunni iscritti nei vari ordini di scuola».

TAGLIO DI 140 POSTI DI LAVORO, DI CUI 90 TRA I DOCENTI E 50 TRA IL PERSONALE NON DOCENTE - Queste sono le cifre drammatiche che Manuela Calza (Flc Cgil) porta a conoscenza del numeroso pubblico intervenuto per assistere all'incontro. «A Piacenza abbiamo ad esempio il problema enorme della scuole dell'infanzia, in quanto la richiesta è di 12 nuove sezioni, con 288 bambini in lista di attesa, cui non è stata data finora una risposta concreta. Inoltre ci sono 14 sezioni che funzionano a metà tempo con personale statale e per il resto grazie a personale garantito dalle province o dai comuni. Drammatica anche la situazione degli insegnanti di sostegno in rapporto al numero di alunni diversamente abili. Detto in parole semplici, non c'è alcuna risorsa aggiuntiva nell'organico di fatto e questo farà sì che non solo i dirigenti scolastici, ma i docenti e gli alunni stessi dovranno affrontare l'anno scolastico con situazioni insostenibili. A peggiorare la situazione il fatto che il numero di alunni per classe aumenterà».

MOBILITAZIONE DI TUTTE LE FORZE POLITICHE -
Questa la richiesta dei sindacati, che auspicano una decisa presa di posizione da parte di tutte le forze politiche, al fine di impedire l'ufficializzazione della bozza regionale. Il 9 agosto avrà luogo la prossima conferenza scolastica regionale, alla presenza dei rappresentanti dell'Ufficio scolastico dell'Emilia Romagna. È in vista di questo importante appuntamento che vanno attivate tutte le possibili iniziative affinché vengano corrisposte al nostro sistema scolastico tutte le risorse necessarie al mantenimento e all'ampliamento dell'offerta formativa, cui gli utenti hanno pieno diritto.

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