Economia

«Dal Sostegni Bis schiaffo alla scuola e ai docenti precari, un migliaio nel Piacentino»

La mobilitazione dei sindacati del comparto: «Tradite le aspettative riposte nel Patto per la Scuola, servono misure urgenti per la stabilizzazione di tutti i precari». Mercoledì presidio davanti alla Prefettura

La conferenza stampa dei sindacati

«Il Decreto Sostegni Bis è uno schiaffo alla scuola e ai docenti precari», un migliaio quelli presenti nel Piacentino, tra ogni ordine e grado, numero che orienta anche la stima delle cattedre vacanti negli istituti del territorio, circa il 60% del totale guardando ai numeri riferiti alle regioni del Nord Italia. Sono alcuni dei dati e delle criticità evidenziate dal comparto scuola locale dei sindacati, nel corso della conferenza stampa in cui sono state illustrati gli emendamenti e le ragioni della mobilitazione, indetta a livello nazionale e locale, per richiedere l’adeguamento al Patto per la Scuola del “Decreto Sostegni bis”, «che interviene sulle medesime materie senza alcun confronto». Testo «lacunoso ed insoddisfacente» come sottolinea la nota congiunta diffusa dai sindacati, e che rende necessario «predisporre interventi emendativi da consegnare alla discussione in Parlamento per far sì che i provvedimenti enunciati nel Dl non solo siano effettivamente allineati e coerenti con il “Patto per la Scuola”, ma soprattutto siano rispettosi delle prerogative sindacali, evitando interventi non necessari di manomissione dei contratti nazionali». Un patto «fortemente voluto e ora disatteso» sottolinea Giovanni Zavattoni (Flc Cgil), affiancato da Paola Votto (Cisl Scuola), Giovanna De Fusco (Uil Ruo Scuola) e Daniela Fuochi (Snals Confsal), presente in videocollegamento, i quali annunciano per i prossimi giorni una tavola rotonda di approfondimento sul tema - invitati ad intervenire il senatore Pietro Pisani e gli onorevoli Paola De Micheli, Tommaso Foti ed Elena Murelli – e un presidio davanti alla Prefettura per la mattinata di mercoledì 9 giugno. «Chiediamo l’eliminazione del vincolo dei 3 anni di servizio per le assunzioni da prima fascia e l’assunzione non solo da graduatorie abilitanti, ma anche da Gps di seconda fascia, se davvero si vuole arrivare a coprire tutte le cattedre vacanti, in Italia circa 200mila» spiega il segretario provinciale di Flc-Cgil . «Serve una pianificazione pluriannuale di assunzione - prosegue - il decreto inoltre prevede per chi non supera il prossimo concorso ordinario l’impossibilità di partecipare al successivo, una misura veramente anticostituzionale».

Alle spalle dei sindacalisti un manichino ricoperto da un lenzuolo bianco, «un fantasma che simboleggia i precari, evocati e reclutati ogni anno per poi scomparire» spiega Paola Votto: «Chiediamo di poter partire il 1° settembre con tutto il personale scolastico presente, per evitare il conferimento di supplenze annuali che lo scorso anno si sono protratte fino a dicembre; a Piacenza avevamo un numero alto di cattedre di italiano vacanti alle medie, poi ci si lamenta dei risultati dei test Invalsi ecc., ma è chiaro che con un simile turn over la qualità formativa non può essere quella che avremmo con un organico stabile». La richiesta è quella di «trasformare l’organico di fatto in organico di diritto - precisa Daniela Fuochi - altrimenti non ci sarà mai una continuità per gli alunni all’interno della scuola». Giovanna De Fusco ricorda inoltre che all’interno del Decreto non si fa riferimento all'organico Covid, né alle procedure semplificate per il concorso del personale assistente amministrativo facente funzione Dsga. Tra le criticità evidenziate dai sindacati anche il rischio di avere nuovamente delle classi con 30 studenti all'avvio del nuovo anno scolastico, la situazione dei concorsi scuola messi a bando nel 2020 e gli esiti in corso di pubblicazione del concorso straordinario, riservato ai docenti con alle spalle almeno 3 anni di insegnamento. «Nella classe di concorso 012 (lettere alle superiori) a Piacenza hanno superato il concorso straordinario in 3, a livello regionale i candidati erano 360 e solo una sessantina hanno superato la prova» sottolineano, «e questo perchè i concorsi sono fatti male, ragione per cui chiediamo la possibilità di essere messi in ruolo con una valutazione in uscita e non in entrata, dopo un anno di servizio in prova».

La nota stampa congiunta dei sindacati, "Le ragioni della mobilitazione" - Mentre il 20 maggio 2021 veniva firmato il “Patto” con le Organizzazioni sindacali confederali, il Governo predisponeva un decreto-legge che interviene sulle medesime materie senza alcun confronto. Un decreto pubblicato il 25 maggio in Gazzetta Ufficiale, il Decreto-legge 73/2021 (detto Sostegni bis), deliberato dal Consiglio dei ministri ed incardinato nell’agenda dei lavori del Parlamento (prima alla Camera, quindi al Senato). All'interno testo di legge due sono gli articoli (58 e 59) che trattano nello specifico delle misure urgenti per la Scuola. Si tratta di interventi in grandissima parte inadeguati. Sicuramente i provvedimenti più gravi sono quelli lesivi dell'autonomia contrattuale: non si comprende ad esempio l'invasione normativa in una materia prettamente contrattuale come la mobilità; bisogna invece andare nella direzione opposta, cioè cancellare ogni invasione di campo sulle materie contrattuali, rimettendo l'intera discussione - come previsto anche dal Patto per la Scuola - al tavolo della contrattazione. Vale per i docenti neo immessi in ruolo, vale anche per il personale Dsga. Contraddittoria con i precedenti atti appena emanati dallo stesso Ministero risulta la previsione di attività di recupero intese come attività ordinaria da non remunerare, replicando le misure dello scorso anno su Pia e Pai e in palese contrasto con quanto definito dal Piano Estate 2021 che demanda alla capacità ed alla responsabilità progettuale delle scuole ogni intervento in materia didattica. Sul fronte dei precari e del reclutamento le misure previste sono parziali e richiedono delle modifiche importanti, a partire dalla cancellazione del requisito dei tre anni di servizio per le assunzioni dalla prima fascia fino all'inserimento della seconda fascia Gps per realizzare le assunzioni stesse. Sul concorso ordinario non è condivisibile la misura che vieta di ritentare il successivo concorso in caso di bocciatura, così come è discutibile la differenziazione tra discipline Stem e altre. Condivisibile l'intervento sugli idonei del concorso straordinario e sulle quote di assunzioni destinate ai concorsi 2018 (quello della secondaria e lo straordinario primarie e infanzia). Inoltre: non si accenna alle proroghe dell’organico straordinario (cosiddetto Covid) che ha scadenza di contratto al termine delle lezioni; non si riprende la discussione per le procedure semplificate per il concorso del personale assistente amministrativo facente funzione Dsga. Il testo è, dunque, lacunoso ed insoddisfacente e per questo sarà necessario predisporre interventi emendativi da consegnare alla discussione in Parlamento per far sì che i provvedimenti enunciati nel DL Sostegni bis non solo siano effettivamente allineati e coerenti con il “Patto per la Scuola”, ma soprattutto siano rispettosi delle prerogative sindacali, evitando interventi non necessari di manomissione dei contratti nazionali. Si impone, peraltro, a questo punto una convocazione immediata dei tavoli tematici previsti dal Patto del 20 maggio al fine di verificare la coerenza del Ministero fra il sottoscritto e l'agito. Per questi motivi Flc Cgil Piacenza, Cisl Scuola Piacenza, Uil Scuola Piacenza, Snals Piacenza, manifesteranno per cambiare il decreto e ottenere misure urgenti per la stabilizzazione di tutti i precari sia abilitati e specializzati sia con 3 anni di servizio; la stabilizzazione dei Dsga facenti funzione con 3 anni di servizio; il superamento dei blocchi sulla mobilità del personale; il rafforzamento degli organici del personale docente, educativo ed Ata a partire dalla conferma dell’organico Covid; la riduzione del numero massimo di alunni per classe; consentire la partecipazione a un nuovo concorso anche in caso di mancato superamento del precedente. Il Patto per la Scuola riconosce l’impegno profuso da tutto il personale durante la pandemia. Ora questo riconoscimento va concretizzato e tradotto in misure e interventi che assicurino stabilità e continuità al lavoro e il regolare avvio dell’anno scolastico il primo settembre. Chiediamo alle forze politiche di impegnarsi a cambiare il provvedimento durante l’iter di conversione in legge.

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