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(repertorio)

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Slp Cisl e Uil Poste: «Uno sciopero in questo momento? Legittimo ma quantomeno inopportuno»

È il commento di Slp Cisl e Uil Poste Emilia Romagna allo sciopero dei lavoratori di Poste Italiane del 1 marzo. «Si rischia di compromettere una serie di trattative avanzate che potrebbero portare a significativi risultati»

«Uno sciopero in questo momento? Legittimo ma quantomeno inopportuno. Specie perché, oltre alla gravissima situazione pandemica, economica, politica, con un nuovo Governo appena insediato, si rischia di compromettere una serie di trattative avanzate che potrebbero portare a significativi e celeri risultati». È il commento di Slp Cisl e Uil Poste Emilia Romagna in merito allo sciopero dei lavoratori di Poste Italiane del 1 marzo. «Proprio in questi giorni, a livello nazionale, sono programmati una serie di delicati incontri su: assunzioni; recapito (acquisizioni e riorganizzazioni, visto che sta variando la composizione del prodotto, con meno mail e un aumentano significativo di pacchi e pacchetti); rinnovo del Ccnl (parte economica e parte normativa);  tematiche Covid-19: chiesta una corsia preferenziale per la vaccinazione in tempi brevi di tutti i lavoratori di Poste, con particolare attenzione ai settori a contatto col pubblico. Sia ben chiaro, i problemi sono noti e sotto gli occhi di tutti: carenza cronica di addetti nei settori Mp (mercato privato) e Pcl (poste comunicazione logistica), aggravata dalle domande di pensionamento anticipato; pressioni commerciali; strumentazione non sempre adeguata; mobilità in uscita non compensata; rinnovo del contratto…Il tutto aggravato dalla pandemia che sta colpendo sempre più diffusamente anche i postali. Proprio quei lavoratori che in tutti questi mesi hanno continuato ad assicurare il loro servizio con grande spirito di sacrificio. Ed è evidente che se le trattative in corso non dovessero portare ai risultati sperati, Slp-Cisl e Uil-Poste chiameranno con solerzia i lavoratori ad azioni di sostegno e di sciopero. Tuttavia, la prima strada da percorrere è e rimane sempre quella del dialogo, soprattutto quando si prospettano ampi spazi di confronto».

«In questo momento bisogna avere il coraggio di mettere al bando sterili interessi di sigla e pensare al bene comune, al bene dei lavoratori – conclude la nota dei sindacati. «Lo sciopero è un atto di gran responsabilità, sia per l’enorme sacrificio che richiede ai lavoratori, sia per i danni e i disagi che arreca agli utenti e all’azienda stessa. Uno strumento sacrosanto che va utilizzato con rigore quando la strada del dialogo e della trattativa non lascia più margini di manovra. In questo caso risulta difficile comprenderne le ragioni, se non con uno scenario che appare sempre più viziato da meri interessi di bottega».

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