In Emilia Romagna nelle società controllate da multinazionali circa otto top manager su 10 sono italiani

In alcuni settori, come quello bancario, la quota "domestica" è ancora superiore, mentre scende nell'industria

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

Le multinazionali puntano sempre più agli italiani per condurre le proprie filiali in Emilia Romagna. Si inverte così un trend che ha visto crescere per anni la presenza di manager "expatriate" nella regione. Ora si assiste ad un rientro, che lascia spazio ai dirigenti nostrani, purché con esperienza internazionale. É quanto emerge da una analisi condotta da Elan International, società di head hunting. Secondo una stima di Elan International, nelle società controllate da multinazionali in Emilia Romagna circa 8 top manager su 10 sono italiani, rispetto ad una decina di anni fa, quando erano poco più della metà. In alcuni settori, come quello bancario, la quota "domestica" è ancora superiore, mentre scende nell'industria. Il Paese con il maggior numero di manager "expatriate" è di gran lunga la Gran Bretagna. Seguono Germania, Francia e Italia. Le destinazioni preferita dai manager globetrotter sono, invece, Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania e Spagna. I manager stranieri, inoltre, gradiscono più difficilmente location fuori da Milano e Roma, mentre molte aziende italiane sono distribuite sul territorio. Le multinazionali tendono così a conservare poche posizioni chiave, come le funzioni finanziarie, di controllo e reporting, e lasciano spazio ai manager del posto. Fra le funzioni in cui spicca la presenza di manager autoctoni ci sono vendite, marketing, risorse umane e comunicazione. "Tra i settori che hanno già visto da tempo la presenza di manager italiani, con esperienze internazionale, a capo di filiali italiane c'è il chimico-farmaceutico – spiega Giuseppe Cristoferi, managing partner di Elan International. Negli ultimi 5 anni infatti il numero di italiani alla guida di filiali è sempre rimasto intorno all'80%, dati estrapolati da un ampio campione significativo. Nel restante 20% dei casi si equilibrano perfettamente gli italiani succeduti a stranieri con gli stranieri succeduti a italiani".

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