Squeri: «Pomodoro, presto la firma del nuovo contratto, magari anche poliennale»

Il convegno organizzato da Confapi sulle prospettive per la prossima campagna del pomodoro: «Il contratto per il 2014? Siamo pronti a chiuderlo entro fine anno, possibilmente anche pluriennale ed in tal senso SterilTom ed Emiliana Conserve, hanno fornito alle O.P precise richieste sui quantitativi; anzi, siamo disposti pure a sottoscriverli pluriennali con indicizzazione sui riferimenti»

Il tavolo dei relatori

“Il contratto per il 2014? Siamo pronti a chiuderlo entro fine anno, possibilmente anche pluriennale ed in tal senso SterilTom ed Emiliana Conserve, hanno fornito alle O.P precise richieste sui quantitativi; anzi, siamo disposti pure a sottoscriverli pluriennali con indicizzazione sui riferimenti (prezzi mondiali trasformati, per es.), in modo da garantire la programmazione e gli investimenti sia per la parte agricola che per l’industria di trasformazione”. Un annuncio dirompente quello di Dario Squeri, A.D di SterilTom Srl, aderente a Confapi Piacenza nel corso del convegno che l’organizzazione della piccola e media industria privata piacentina, ha organizzato stamattina a Piacenza Expo nell’ambito di Tomato World sulle prospettive per la campagna di trasformazione del pomodoro per il 2014.

“Oggi- ha esordito Squeri- abbiamo finalmente raggiunto una situazione di equilibrio tra domanda ed offerta e questa condizione va mantenuta mediante ambiti istituzionali, in vista della nuova Pac. Siamo favorevoli all’accoppiamento- ha sostenuto Squeri- a patto che le regole siano le medesime in tutta Europa. La campagna 2014 è già iniziata; siamo disposti a contratti a lungo termine per avere certezze per tutta la filiera che ci aiutino per le scelte produttive per i mercati e per gli investimenti”.

All’inizio del convegno, prima della tavola rotonda coordinata da Gianfranco Salvatori, Gabriele Zanelli (che del progetto è il coordinatore) e Denise Venturati di Acp International, hanno illustrato le caratteristiche di Pomorete, la prima filiera italiana ed europea del pomodoro che riunisce dieci aziende piacentine, parmigiane e lombarde, tutte aderenti a Confapi: Acp International Food, Agrimpianti, Agrofata, Asi, Isea Group, Steriltom (Squeri è il Presidente), Number 1, Ecosistemi, Seedling Tomato, Solfarm Europe.

Per il progetto Expo, Zanelli ha evidenziato che Pomorete è presente al tavolo piacentino, unica realtà in Emilia Romagna, con il prodotto “bandiera”, ovvero il pomodoro, per portare i prodotti delle aziende sui mercati e venderli. Pomorete punta pertanto sull’obiettivo Expo in compagnia delle altre eccellenze piacentine: il vino, i salumi e il suo splendido territorio fatto di storia, cultura e arte.

Pomorete, è dunque la prima filiera integrata di pomodoro italiano da industria, con tutta la forza del nostro territorio tra i leader per la produzione di pomodoro da industria. Significa 8 milioni di quintali di pomodoro prodotti e trasformati tra Piacenza, Parma, Pavia, Mantova, Cremona e Lodi. Pomorete ha unito le eccellenze: dall’azienda che analizza i terreni, a quella che produce sementi e piantine, a chi si occupa di irrigazione, a chi trasporta il prodotto. Tutte le aziende della filiera sono certificate e pertanto la tracciabilità è già una realtà perché di fatto dalla scatola della passata, è già possibile sapere da dove proviene il pomodoro, il nome dell’agricoltore che lo ha coltivato, con quali sementi e come è stato prodotto.

Gli strali di Gianni Brusatassi presidente Asipo si sono appuntati verso chi ritiene inutile il Distretto del pomodoro:” è anzi essenziale, perché lì ci sono regole condivise e difende produttori e trasformatori. La minor produzione di pomodoro l’ha decisa il distretto e ciò ha riequilibrato il mercato”. Brusatassi ha chiesto che venga mantenuta la “scaletta” dello scorso anno con un correttivo, ovvero un “paletto” sotto il quale non si possa scendere nella valutazione e per il Sud Italia ha auspicato la creazione, pure lì, di un Distretto e che venga tolto l’effettivo potere di mercato di mano ai commercianti.

Per Marco Nicastro presidente della Federazione pomodoro da industria di Confagricoltura, “in vista del 2014, bisogna interrogarsi su cosa è successo nel passato. Posticipare il contratto è stato sempre segno di disgregazione; ora si deve cambiare, con un accordo remunerativo per tutta la filiera”.

Secondo Luigi Ricaldone di Confcooperative Alessandria “si può uscire dall’empasse solo con la programmazione che può benissimo fare aggio su contratti pluriennali”.

Per Marcello Bensi di Asl, Agenzia di scambi industriali, “è certo che una produzione abbondante non agevola le compravendite e l’approccio con i clienti. Pertanto un’adeguata programmazione potrebbe aiutare tutta la filiera e chi vende”.

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