«Stimoli fiscali determinanti per risollevare l’economia post Covid»

Il dottor Gabriele Pinosa protagonista del secondo incontro del ciclo di conferenze della Banca di Piacenza a Palazzo Galli dedicate al come il virus ci ha cambiato la vita. «La ripresa sarà lenta»

Pinosa

«Il Covid-19 rappresenta un incidente della storia all’interno di un sistema già fragile». Ne è convinto Gabriele Pinosa, presidente Go-Spa consulting, relatore del secondo incontro del ciclo di conferenze organizzate dalla Banca di Piacenza a Palazzo Galli su come il virus Corona ci ha cambiato la vita. “Emergenza e nuova gestione delle finanze personali”, il tema affrontato dal dottor Pinosa, che ha chiesto al pubblico presente in Sala Panini e in Sala Verdi, videocollegata: «Siete pronti per la prossima crisi?». Una domanda che nasce dall’analisi della crisi economica, «iniziata nel 2007 con lo scoppio della bolla subprime. Ciò ha prodotto un enorme incremento del debito bancario con il default di alcuni istituti (Lehman Brothers) e il salvataggio di altri con l’intervento pubblico. La crisi economica ha portato alla difficile governabilità e alle crisi politiche e le misure di austerity pubbliche hanno impattato in termini recessivi sull’economia e sull’occupazione». Poi è arrivato il Covid a complicare ulteriormente le cose. «Il Fondo monetario internazionale - ha spiegato l’oratore, presentato da Robert Gionelli - ha stimato che l’uscita dalla recessione sarà lunga e difficile: l’economia globale perderà 11mila miliardi di dollari tra il 2020 e il 2021, mentre il Pil mondiale subirà una contrazione del 4,4% (meno grave del 5,2% stimato a giugno); per l’Italia il dato previsto è di - 10,6%, rispetto al - 12,8% ipotizzato a giugno». Catastrofico l’impatto sul lavoro, sempre a livello globale (nei primi 4 mesi di quest’anno, persi 130 milioni di posti di lavoro), con settori più colpiti di altri (ristorazione, trasporto aereo, attività alberghiera). Come risollevarsi? «Gli stimoli fiscali - ha argomentato il dottor Pinosa - restano determinanti: per contrastare l’impatto economico della pandemia, i Paesi hanno messo in campo misure per 11mila miliardi di dollari, ma il recupero sarà lento». Fa eccezione la Cina (dove il Pil è in crescita, + 3,2%, grazie alla forte domanda interna) «che rischia di essere l’unico “vincitore” dopo il Covid».

«Dobbiamo cominciare a interrogarci - ha sottolineato l’esperto di economia finanziaria - se investire in Cina rappresenti un rischio geopolitico. Ritengo poco logico far finta che non ci sia: si può anche valutare di fare affari con la Cina, ma bisogna capire con chi si ha a che fare, perché i cinesi non ragionano con la nostra mentalità. Il loro obiettivo resta scalzare gli Stati Uniti come prima potenza mondiale. Lo scontro tra capitalismo liberale e capitalismo politico proseguirà. Credo che l’America abbia le sue carte da giocare, sia per il ruolo determinante del dollaro, sia per la debolezza finanziaria del sistema cinese».

E l’Europa? «Non può - ha commentato il relatore - basare la propria unità solo sulla moneta. Avremmo bisogno di veri statisti».

Tra le conseguenze del Covid sull’economia mondiale, il dott. Pinosa ha infine ricordato il rischio che emergano pressioni inflazionistiche in relazione allo sconvolgimento delle filiere produttive e alla de-globalizzazione. La pandemia ha poi fatto emergere questioni latenti: «L’iperglobalizzazione era un problema già prima del Covid, ma facevamo finta di niente. Ora la sua insostenibilità è pienamente emersa».

Il ciclo di conferenze prosegue oggi, 19 ottobre, alle 18, con l’architetto Carlo Ponzini, che tratterà di “Emergenza e nuova edilizia”. La partecipazione è libera (precedenza ai Soci e ai Clienti della Banca). Per motivi organizzativi, la prenotazione è obbligatoria (relaz.esterne@bancadipiacenza.it; tf 0523/542137). E’ consigliato, i giorni degli incontri, arrivare 10 minuti prima dell’inizio degli eventi, organizzati nel rispetto delle norme sull’emergenza sanitaria Covid-19.

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