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Giovedì, 19 Maggio 2022
Economia

«Strada Cerignale-Oneto citata nell’inchiesta, il Consorzio faccia chiarezza»

Binelli, Castelnuovo e Reggi chiedono la convocazione del Cda del Consorzio di Bonifica: «Il personale ha subito pressioni dagli amministratori locali?»

I consiglieri di amministrazione della lista “Giustizia e Trasparenza” - Fabrizio Binelli, Giuseppe Castelnuovo e Andrea Reggi - chiedono che venga chiarito l'eventuale coinvolgimento del Consorzio di Bonifica nell'indagine sulla corruzione avviata dalla Procura di Piacenza. Per questo invocano la convocazione urgente del Cda del Consorzio.

«A pagina 11 dell'ordinanza della Procura – intervengono i tre consiglieri - si fa infatti accenno a lavori commissionati dal Consorzio di Bonifica ad una delle ditte indagate, eseguiti sulla strada Cerignale-Oneto. Va assolutamente chiarito se questi lavori sono stati assegnati con procedure corrette e se, per farli, il personale del Consorzio ha subito pressioni da parte di amministratori pubblici locali. È importante verificare se questo episodio è un caso isolato oppure fa parte di una prassi consolidata di interventi sollecitati sulla base di contesti clientelari anziché rispondenti a criteri di trasparenza e di pubblica utilità. Allo stesso tempo chiedono di sapere quali lavori sono stati assegnati in passato alle ditte indagate e con quali procedure».

«Sarebbe anche l’occasione opportuna – aggiungo i tre - per chiarire la reale competenza del Consorzio di Bonifica rispetto alla manutenzione delle strade, considerato che - come già recentemente evidenziato - non esistono strade di proprietà consortile. In sostanza si desidera appurare se, ed eventualmente per quale ragione, i soldi dei consorziati vengono spesi per opere che non competono al Consorzio di Bonifica, ma ai Comuni. Recentemente abbiamo cercato di far luce su un analogo coinvolgimento del Consorzio per un’opera di manutenzione straordinaria e di cementificazione di un canale in località Tuna, probabilmente al servizio di un’urbanizzazione del Comune di Gazzola, senza avere soddisfacenti risposte».

«I consiglieri di Giustizia e Trasparenza - concludono - desiderano fare la massima chiarezza per evitare, in qualità di componenti del CdA, di essere chiamati a rispondere per responsabilità che non solo non hanno, ma che desiderano venissero precisamente chiarite, anche a tutela dell’Ente e dei consorziati stessi».

           

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