«Sul turismo è ora di fare sintesi per rafforzare un nostro brand»

“Destinazione turistica Emilia”: ogni due mesi amministratori e operatori economici a confronto sul turismo piacentino per fare squadra e presentarsi con proposte condivise al tavolo con Parma e Reggio Emilia

Destinazione Emilia (foto di repertorio)

Una “Conferenza del turismo piacentino” convocata ogni due mesi (e ne faranno parte amministratori e soggetti economici) per fare il punto della situazione. A breve si conoscerà anche la composizione del Comitato Esecutivo della cabina regia. La “Destinazione Emilia” inizia la sua avventura sul versante piacentino. Il nostro territorio deve però presentarsi in modo compatto al confronto con Parma e Reggio Emilia. Perciò sarà necessario far incontrare e riflettere periodicamente tutti gli attori del Piacentino per fare sintesi. Si è parlato di questo nell’incontro – coordinato dal presidente della Provincia di Piacenza Francesco Rolleri e vicepresidente del nuovo organismo (che ha sede a Parma ed ha un presidente reggiano) - di questa mattina in Provincia. Per Massimo Polledri, assessore alla cultura del Comune di Piacenza si tratta di «Un buon punto di partenza. Se riusciamo ad avere un organismo snello e con risorse». Nel 2017 il budget stanziato dalla Regione Emilia Romagna è di 300mila euro. Non è ancora stato deciso il bilancio del 2018, a cui contribuiranno anche i sindaci.

L’incontro in Provincia ha scatenato un vivace dibattito fra rappresentanti economici e amministratori del territorio. «Piacenza ha bisogno di più coordinamento – ha spiegato Giovanni Struzzola, direttore dell’Unione Commercianti -, son vent'anni che seguo il settore e abbiamo visto nascere, crescere e morire tante strutture, e non è stato sviluppato un brand. E Parma ha invece portato avanti un brand fortissimo. Dobbiamo capire come coordinarci al meglio con loro, per sfruttare il loro brand, trovare la maniera per agganciarci a un elemento trainante come il loro. Fare un gioco di squadra importante sarà la sfida del futuro della Destinazione Emilia. Ogni territorio deve incominciare a ragionare in progettualità per allargare gli spazi. Quando si parla di turismo significa avere pernottamenti sul territorio. Abbiamo tutte le potenzialità e troppi siti internet. Speriamo che la Destinazione Emilia sia la strada giusta».

Sintesi e condivisione è l’appello della Camera di Commercio. «Nell’arco di poco tempo riuniremo le Camere di Commercio dei tre territori – ha spiegato Alfredo Parietti, presidente dell’ente camerale piacentino - e c'è già questa destinazione Emilia. Bisogna lavorare in un territorio più ampio. Confermo che in questo lavoro che si farà a Piacenza occorrerà avere più sintesi per portare la nostra visione chiara e condivisa di quello che vogliamo essere nella Destinazione Emilia».

Condivide questo proposito anche la Confesercenti. «Ci vuole – ha dichiarato Nicola Maserati - una squadra coordinata che lavori con un certa progettualità qui a Piacenza per poi presentarsi a Parma e Reggio.  Dobbiamo cambiare mentalità per fare sintesi». Le risorse di Destinazione Emilia possono integrarsi con quelle del Gal del Ducato – ha sottolineato Marco Crotti -. Nel passato ci sono stati errori perché non c'era coordinazione».

Giuseppe Cavalli, amministratore unico di Piacenza Expo, ha dato la sua massima disponibilità. «Potremmo essere il braccio operativo di questa operazione. Ho parlato con espositori di tutta Italia che mi chiedevano dove dormire e pranzare e mi sono dovuto impegnare per risolvere questi problemi. Ho in programma un Cibus piacentino per raccogliere le tipicità locali. Ho trovato una mancanza di informazioni tra la nostra struttura e tutto il comparto economico del piacentino. Non abbiamo niente di meno rispetto alle altre province, dobbiamo credere in noi stessi. Potremmo essere il braccio operativo di tutto».

«Da soli i territori – ha osservato il consigliere regionale del Pd Katia Tarasconi - non sono in grado di fare proposte per portare tanti turisti sul territorio ma purtroppo Modena ha voluto fare un percorso diverso con Bologna. In Romagna collaborano meglio tra loro i territori, abbiano ancora noi la tendenza a pensare che piccolo è bello. Dobbiamo vendere il brand Emilia, la food valley, perché così spingiamo la gente a dormire una notte in questo territorio. Dobbiamo costruire pacchetti su più giorni per la food valley. Comunque in città i numeri sono aumentati, gira più gente e vediamo più turisti».

Più dubbioso il consigliere regionale Tommaso Foti (Fratelli d’Italia).  «Milano è fenomenale dal punto di vista culturale. La Romagna offre il mare e sta puntando molto sull'Est Europa. Questa Destinazione Emilia è un po' forzata: se guardiamo a Reggio Emilia sono forti con il castello di Bianello di Matilde di Canossa, nonostante sia una struttura per metà in rovina. Parma sta giocando una partita di monopolio su Giuseppe Verdi e inserirsi per noi è difficile, anche perché stanzieremmo cifre diverse dalle loro. Sull’agroalimentare hanno anche lì il primato: l’agenzia della sicurezza alimentare è a Parma. Qua a Piacenza tanti hanno prodotto il loro brand, hanno coltivato la loro nicchia. Dobbiamo trovare un brand che unisca tutto il territorio». Foti ha osservato perplessità, per citare un esempio di comunicazione non proprio mirata, lo spot sui salumi piacentini. Forse non sono i salumi ma il vino il nostro brand, con tutte le nostre doc. Non vorrei essere finito nell’ennesimo carrozzone». «Se sarà un carrozzone lo deciderà il nostro comportamento» - ha replicato Massimo Castelli, sindaco di Cerignale e consigliere provinciale con delega al turismo.           

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