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Tari: il confronto tra Piacenza e le città limitrofe. Scovati 90mila metri quadrati "fantasma"

Dove si paga la Tari più alta? Ecco un paio di calcoli effettuati dal Comune di Piacenza

Tassa dei rifiuti troppo alta in città? La critica è rivolta molto spesso nei confronti dell’Amministrazione comunale. Gli imprenditori e le categorie si sono detti preoccupati per un possibile aumento. Il ritocco è già avvenuto nel 2016: la Tari è stata aumentata dell’8 per cento. L’amministrazione respinge al mittente la critica, indicando più volte il confronto con altre città del Nord Italia.

Ma come stanno messe le città limitrofe? Un calcolo l’hanno fatto gli uffici del Comune di Piacenza, basandosi proprio sui dati del 2016. Se prendiamo in considerazione un’abitazione da 80 metri quadrati in cui risiedono due persone, la Tari di Piacenza – al lordo del tributo provinciale - è tra i dati più bassi registrati, con una spesa di 210,24 euro all’anno. Meglio della nostra città, prendendo in considerazione le città della nostra regione e i capoluoghi lombardi più vicini, solo Ravenna (188,39 euro) e Parma (205,47). Lo stesso nucleo familiare e la stessa abitazione costano di più per le tasche dei cittadini a Modena (214,63 euro), Reggio Emilia (214,85), Cesena (218,56), Rimini (219,33), Bologna (228,48), Forlì (230,85), Pavia (242,25), Ferrara (257,52).

Di fronte a un’abitazione da 100 metri quadrati con tre persone la tariffa Tari ci vede dietro Ravenna (238,91 euro), Parma (255) e Cesena (262,90). La nostra città, al loro del tributo provinciale, registra una tariffa di 275,72 euro. Rimini è 277,07 euro, poi Forlì (278,92), Bologna (285,60), Modena (288,04), Reggio Emilia (294,73), Pavia (303,41), Ferrara (324,58). 

«Non è vero che a Piacenza – commenta questi dati l’assessore al bilancio Luigi Gazzola - si pagano utenze domestiche esagerate. Guardate il confronto con le città vicine». L'obiettivo del Comune è recuperare l'evaso e scovare le situazioni anomale. Nel 2016 sono stati individuati 90mila metri quadrati che sfuggivano agli accertamenti: di questi 21mila metri quadrati sono utenze non domestiche. Il Comune, soddisfatto per aver rintracciato una mole così importante di utenze, ha incrociato diverse banche dati per arrivare a questo risultato.

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