Lunedì, 22 Luglio 2024
Economia

Tariffe smaltimento rifiuti, Trespidi a Errani: «Si rischiano aggravi di spesa notevoli»

Modificare la decisione della Giunta della Regione Emilia-Romagna relativa alle tariffe di smaltimento dei rifiuti urbani e assimilati al fine di evitare un gravoso aumento delle spese a carico dei cittadini e delle imprese. Questa la richiesta del presidente Trespidi

Modificare la decisione della Giunta della Regione Emilia-Romagna relativa alle tariffe di smaltimento dei rifiuti urbani e assimilati al fine di evitare un gravoso aumento delle spese a carico dei cittadini e delle imprese. E' questa, in sintesi, la richiesta inoltrata questa mattina dal presidente della Provincia di Piacenza Massimo Trespidi al presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani  relativa ai nuovi criteri per il calcolo delle tariffe degli impianti di smaltimento dei rifiuti (inceneritori e discariche)Una nota, quella inviata dal palazzo di corso Garibaldi, del tutto simile a quella già indirizzata alla Regione dal sindaco di Bologna e presidente di Atersir Virginio Merola.

“In base alle simulazioni compiute da Atersir (Agenzia territoriale dell'Emilia Romagna per i servizi idrici e i rifiuti) di Bologna - spiega Trespidi nella nota -  l'applicazione di quanto previsto dalla deliberazione della Giunta regionale 135/2013 sulle disposizioni relative alla determinazione del corrispettivo per lo smaltimento dei rifiuti urbani e assimilati comporterebbe incrementi molto rilevanti delle attuali tariffe di smaltimento praticate dagli impianti della nostra Regione, in particolare per i termovalorizzatori. Nel caso di Piacenza la tariffa passerebbe da 122 euro a tonnellata a 135 euro a tonnellata. Tali incrementi sarebbero trasferiti sulle tariffe praticate all'utenza dai gestori dei servizi di raccolta, determinando quindi un considerevole aggravio di spesa per le famiglie e per le imprese in questa fase già di per sé difficile”.

“Sono quindi a chiedere  - conclude il presidente Trespidi - che la Giunta regionale sospenda l'applicazione della delibera in questione e proceda ad una sua revisione al fine di evitare le inaccettabili conseguenze che andrebbero a gravare ancora una volta sulle spalle dei cittadini e delle imprese”.

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