Terre Padane: una cooperativa storica al servizio degli agricoltori ma già proiettata verso il futuro

Per parlare delle peculiarità di questa struttura è intervenuta in Cattolica, nell'ambito del ciclo di incontri con le aziende e i professionisti "Strategia e Organizzazione Aziendale", Alessandra Ticchi, direttore amministrazione e finanza, di Terrepadane

Ticchi e Cantoni

C’è ancora il medesimo spirito che ne ha animato la fondazione avvenuta nel 1900 quando nacque il Consorzio Agrario Provinciale di Piacenza ma oggi che si chiama Terre Padane, è una realtà cooperativa , avvenuta nel lontano 1900, ci ha portati fino al 20 giugno 2014, alla nascita del Consorzio Terrepadane che fattura oltre 180 milioni ed è presente, oltre che in quella di Piacenza, in quattro provincie, ovvero Milano, Lodi, Monza-Brianza e Pavia e di recente (due agenzie) Cremona e Bergamo. Per parlare delle peculiarità di questa struttura, dei suoi core business è intervenuta presso l’aula Buzzetti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, nell’ambito del ciclo  di incontri con le aziende e i professionisti “Strategia e Organizzazione Aziendale” organizzato dalla prof.ssa Franca Cantoni della Facoltà di Economia e Giurisprudenza, Alessandra Ticchi, direttore amministrazione e finanza, di Terrepadane. Ne ha focalizzato la storia e la successiva riorganizzazione nel 2001, “un efficientamento- ha spiegato la prof. Cantoni- intervenendo sulla struttura, in base ai costi-benefici per clienti molto eterogenei”. La Ticchi ha poi spiegato che se non si raggiunge un adeguato equilibrio finanziario, c’è il rischio, come è avvenuto in provincie limitrofe, di fallimento. Dal 2014 è nato Terrepadane che si è dato una nuova territorialità, prima in affitto, poi acquisendo i rami di azienda di Milano, Lodi, Monza-Brianza fino a Pavia dove non esisteva più l’azienda  e gran parte della clientela era stata assorbita da soggetti privati.. Si è impostato un contratto d’affitto per gli immobili e si sono acquisiti dei dipendenti, con un adeguato ridisegno organizzativo. “Era necessario- ha precisato la Ticchi- fare massa critica per presentarci davanti ai nostri fornitori con volumi di una certa redditività, in territori che hanno una certa complementarietà”. Passato e presente: Piacenza e tre Poli, un centro macchine, 3 agenzie in collina, un centro stoccaggio Bio, 3 agenzie a Milano, 3 a Pavia, 1 a Cremona e 1 a Bergamo. Oggi 120 dipendenti e una rete di agenzie gestite sia con soggetti terzi che con dipendenti. La Ticchi ha poi focalizzato le caratteristiche del mercato in riferimento ai clienti, i vari competitors e la struttura organizzativa che caratterizza la cooperativa.

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