Il bilancio

Terrepadane: «Con i crediti di carbonio impatti favorevoli per i redditi delle aziende»

I crediti di carbonio nuova frontiera dell’agricoltura sostenibile: in futuro avranno un impatto significativo nel bilancio aziendale

Terrepadane, lo storico Consorzio punto di riferimento secolare dell’agricoltura piacentina, è più che mai in prima linea per conformarsi (ed anche, se possibile, anticipare) ai mutamenti sempre più rapidi che contraddistinguono l’agricoltura con l’obiettivo, ormai ineludibile, della sostenibilità economica, ambientale ed etica, sviluppando strumenti tecnici sempre più innovativi.

In quest’ambito rientra anche il progetto sviluppato con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, con Crpa, Univillage, Università di Teramo, l’Azienda Tadini e di cui è responsabile Giorgio Mazzoni di Terrepadane, che riguarda i Crediti di Carbonio, la nuova frontiera dell’agricoltura sostenibile, che in futuro avranno un impatto significativo nel bilancio aziendale. Non a caso nel progetto elaborato con lo scopo di definire un’apposita piattaforma digitale che consente di calcolare i crediti di carbonio (e le emissioni di gas serra), sono coinvolte anche 11 aziende, di cui 8 nella provincia di Piacenza e le rimanenti in Regione. Infatti quello del mercato dei crediti di carbonio è una futura possibilità per le aziende agricole; non a caso la nuova Pac prevede contributi per misure sostenibili tra cui “crediti di carbonio” che andranno ad integrare il reddito aziendale con questa attività.

«Si tratta - chiarisce Mazzoni - di una scelta che deve avere come base una crescita culturale e lavorativa del comparto; bisogna anzitutto comprendere il valore dell’informazione (ossia dei dati), che attraverso la tecnologia acquisiamo facilmente, e che ci pervengono in grande quantità ma che poi dobbiamo essere in grado di valorizzare e di tradurre in pratiche virtuose, che permettano di migliorare la produttività e la competitività delle aziende, mantenendo allo stesso tempo elevatissimi standard ambientali, ecologici e di sicurezza alimentare, che oggi sono presupposti fondamentali per fare agricoltura. Una piattaforma coordinata dal tecnico di Terrepadane Lorenzo Cremonesi. Le pratiche che gli agricoltori possono mettere in atto per risparmiare carbonio sono diverse: dal cambio coltura, fino alla riduzione delle lavorazioni, all’adozione di cover crop, ma anche all’aumento del numero di piante ad ettaro, insomma tutte azioni che vadano verso la sostenibilità ambientale. In particolare per l’irrigazione, grazie al consolidato rapporto con Rivulis, leader della microirrigazione, azienda israeliana presente in tutto il mondo, puntiamo all’introduzione dell’irrigazione a goccia alimentata con pannelli solari».

«Importante - conclude Mazzoni - è pure l’utilizzo del QdC, il Quaderno di Campagna di ImageLine - che costituisce uno strumento obbligatorio, un supporto sul quale si stanno costruendo altri servizi che stiamo proponendo ai nostri soci, tra cui la determinazione dell’impronta carbonica e la misurazione del contributo che l’azienda agricola fornisce nella riduzione delle emissioni di anidride carbonica nell’ambiente»

Intanto nei giorni scorsi l’assemblea dei soci ha approvato all’unanimità il Bilancio 2023 che per il sedicesimo anno consecutivo si chiude in attivo, con un risultato netto di esercizio poco al di sotto dei 250 milioni di euro. Performances significative sono avvenute nei settori della Fertirrigazione/Water Management con più del 50% del fatturato grazie ad un incremento dei nuovi mercati e della crescita nell’utilizzo su differenziate colture. La Fabbrica Multiliquid ha aumentato i volumi del 10% grazie al consolidamento nel gradimento della linea di prodotti a marchio Terrepadane. Stessa percentuale per i fertilizzanti grazie all’incremento di quote di mercato, mentre il settore zootecnico ha accresciuto del 15% i volumi dei mangimi composti realizzati con l’acquisizione di nuovi clienti.

Per il ritiro dei cereali superate le 65 mila tonnellate di cereali autunnali ritirati (+20% rispetto al 2022), mentre Capsa, servizi assicurativi ha registrato oltre 90 milioni di Euro di valore assicurato per le polizze grandine.

Altri dati: riduzione dell’indebitamento finanziario di 2,1 milioni di euro rispetto al 2022, in conseguenza al rientro programmato dei finanziamenti per i numerosi investimenti sostenuti negli anni. Il Patrimonio netto si assesta a euro 19,5 milioni. In 15 anni il suo valore è triplicato. Infine interessante anche la performance del settore servizi innovativi con il Quaderno di Campagna che ha superato il traguardo dei 30 mila ettari mappati con quasi 400 aziende coinvolte.

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