Terrepadane e UniCattolica contro la siccità, il 20 luglio in campo con “L’irrigazione sostenibile”

Con la giornata dimostrativa di giovedì prossimo si da il via ad un progetto triennale di monitoraggio dove sarà valutata l’efficienza idrica dei più avanzati sistemi di irrigazione a goccia, di superficie e interrati

La carenza di risorse idriche è una problematica che purtroppo si sta acutizzando su tutta la nostra penisola e non è esente nemmeno la ricca (una volta anche d’acqua) pianura Padana. Soprattutto a queste condizioni, l’acqua è un bene che non possiamo più permetterci di sprecare. Nasce così la necessità di adottare, anche in agricoltura, delle nuove tecniche in grado di alzare al massimo il livello di efficienza riducendo però al minimo l’impatto ambientale. È l’obiettivo dei Tecnici Agronomici del Consorzio Agrario Terrepadane e del DI.PRO.VE.S. guidato dal Prof. Stefano Amaducci, Dipartimento delle Scienze delle Produzioni Vegetali Sostenibili dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Ovviamente per avere buone produzioni è necessario sempre e comunque soddisfare il fabbisogno idrico della pianta, tuttavia prima che l’acqua arrivi alla radice della nostra coltura può accadere che si disperda, per evaporazione, per un tasso di assorbimento non ottimale del terreno, per un sistema di distribuzione poco efficiente o altro. Il programma che Terrepadane e UniCattolica hanno studiato prevede il monitoraggio della risalita capillare dell’acqua su un totale di 24 ettari (4 diverse aziende agricole coinvolte) di mais coltivato con impianti di fertirrigazione (irrigazione a goccia di superficie) e subirrigazione (irrigazione interrata) sparsi sul territorio piacentino su un area che va dal comune di Podenzano a quello di Caorso, valutando così, sulle differenti conformazioni del terreno, qual è il sistema più efficiente. Le prove saranno effettuate per un periodo complessivo di tre anni utilizzando sistemi di agricoltura conservativa, vale a dire con minima lavorazione del terreno per più cicli e con semina a sodo. “Abbiamo lavorato utilizzando le più avanzate tecniche di irrigazione – afferma Matteo Scaglioni, Responsabile Tecnico Agronomico Terrepadane – ma sicuramente l’ultima frontiera è rappresentata dalla subirrigazione, una tecnica che consente un risparmio notevole, anzitutto perché l’impianto ha una durata pluriennale, ma anche perché massimizza l’efficienza con considerevoli diminuzioni delle dispersioni d’acqua, superiore anche ai più performanti impianti di irrigazione a goccia di superficie”.

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