Terrepadane, Luigi Bisi presidente: «Consolidare quanto fatto fino ad oggi»

Subentra a Marco Crotti nominato (al suo posto) presidente di Coldiretti Piacenza, mentre vice è stata eletta Vilma Pirola presidente della Coldiretti di Pavia

Luigi Bisi

“Una dirigenza all’insegna della continuità e soprattutto del consolidamento di tutto quanto abbiamo costruito fino ad ora”. Sono ben chiari gli obiettivi da perseguire per Luigi Bisi nominato alla presidenza del Consorzio TerrePadane (come IlPiacenza aveva da tempo anticipato); subentra a Marco Crotti nominato (al suo posto) presidente di Coldiretti Piacenza, mentre vice è stata eletta Vilma Pirola presidente della Coldiretti di Pavia: “Zona - precisa Bisi - su cui dobbiamo lavorare con assiduità perché più forte la concorrenza; ma è assodato che dove poi comincia ad operare un Consorzio Agrario efficiente e soprattutto presente sul territorio con continuità, le scelte degli imprenditori agricoli sono quasi sempre orientate verso chi fa parte integrante del loro stesso settore e condivide e comprende le medesime difficoltà operative”.

Dunque una presidenza nel segno della continuità con Marco Crotti, ”con cui in questi anni abbiamo condiviso l’impegno a favore di una struttura che ha saputo raddoppiare il proprio fatturato nel giro di tre anni. I cambiamenti, se ci saranno- precisa Bisi- devono essere condivisi, perché le idee camminano sulle persone e non a caso, sulla formazione e sul personale il Consorzio ha compiuto importanti investimenti, con alla guida un direttore generale e funzionari che hanno saputo motivare tanti giovani, facendone una “squadra” efficiente”.

Proprio domani si svolgerà un workshpop con tutti i capi-settore per declinare gli obiettivi a termine da perseguire. Certo occorre consolidare l’esistente, dove già Terrepadane è leader (fertirrigazione, macchine, antiparassitari, tanto per citarne alcuni), ma pure investire un nuove strutture (per esempio per il ritiro dei cereali in Lombardia) e soprattutto in settori, come la zootecnia e la viticoltura in quanto comparti chiave di nuove provincie in cui Terrepadane è presente. Mi riferisco nel prima caso alla Lombardia e all’OltrePo pavese”.

Insomma le idee sono chiare, il percorso è ben tracciato, la “macchina” non deve far altro che proseguire la sua corsa.

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