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I soci ricorrenti: «Il Cda dal 2021 ha fatto precipitare Terrepadane nell’incertezza»

La replica dei soci che avevano presentato il ricorso: «Gravi responsabilità di Cda e collegio sindacale»

«Il comunicato del Consorzio Terrepadane – intervengono i cento soci ricorrenti della stessa società - richiamando le nostre iniziative legali e dando una interpretazione distorta degli eventi, ci impone una precisazione. L'assemblea elettiva dell'anno 2021 è stata gravemente viziata dal mancato conteggio di un voto su due. La manifesta irregolarità di questo modo di fare dovrebbe essere chiara anche agli occhi di un bambino. Non a caso il Ministero ha completamente trascurato il lodo arbitrale e, forte dell'autorevole parere della Avvocatura dello Stato, ha proceduto al commissariamento. Per quanto riguarda il procedimento davanti al Tribunale di Bologna, lo stesso aveva natura esclusivamente cautelare, ed era finalizzato a impedire che l'illegittima assemblea del 4 luglio fosse celebrata, confermando l'elezione di quelle stesse persone che pochi giorni prima, per eludere il provvedimento di commissariamento, si erano dimesse. Evidentemente il provvedimento di commissariamento, togliendo ogni valore a quella elezione, ha reso inutile il procedimento cautelare. Tutto qui».

«Infine - concludono i cento soci che avevano presentato ricorso - prendiamo atto che il giudice amministrativo ha ritenuto di sospendere gli effetti del commissariamento. Vedremo come questa storia andrà a finire. Ma è già chiara la grave responsabilità del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale di Terrepadane, che hanno fatto precipitare sin dal 2021 il consorzio in una grande incertezza, mettendo a rischio sia gli interessi dei soci sia gli interessi dei lavoratori: ossia proprio gli interessi che dichiarano di voler proteggere».

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